3, 2, 1, partiti!
Iniziate le elezioni per il board di WMF.
(..che tanto lo so che non mi eleggono, però un po’ di angoscia ce l’ho lo stesso..)

Sì, nell'illustrazione manca una e
Per contattare il Capitano inviate un pappagallo a ubifrieda presso gmail punto com
La Yanez è solitamente ormeggiataqui!
Iniziate le elezioni per il board di WMF.
(..che tanto lo so che non mi eleggono, però un po’ di angoscia ce l’ho lo stesso..)
Domani sera io e Tigro traslochiamo a Terni per un lungo weekend (a Roma venerdì è festa patronale).
(..ogni tanto capitano buone notizie :-p)
Che poi mia madre rimane un po’ così e si preoccupa e mi fa telefonare da mio padre per controllare.. e alla fine la sento chiedere in sottofondo “Chiedile quando ha avuto le mestruazioni”.
Ecco, se vogliamo conferma che mi incazzo per le domande stupide, la offro subito, al volo.
M com’è andato il lavoro?
F bah, insomma. Uno schifo come al solito. Solo che stasera me la sono svignata, ho proprio tagliato la corda.
M ma come?
F oh, senti.. ieri avevo chiesto due ore di permesso e mi hanno inchiodata lì e alla fine ho avuto solo un’ora, quindi guarda..
M ma gliel’hai detto che dovevi andare alla Sapienza?
F no
M e perché non le racconti queste cose in ufficio? danno lustro all’azienda
F mamma lascia perdere, tanto non capisci..
(..seguono urlacci folli da più o meno ambo le parti..)
Nella mia esperienza lavorativa dire “datemi due ore di permesso/un giorno di ferie/altro perché devo parlare a un convegno/a una tavola rotonda/altro” porta solo due possibili conseguenze:
# il capo pensa che se hai altri interessi oltre al lavoro che ti fanno addirittura chiedere ore di permesso, allora non lavori a sufficienza
# ti invidiano
(..del resto i miei non brillano per proprietà della lingua: quando sono venuta a lavorare qui, mio padre si è premurato di fare quattro chiacchiere con il mio capo e di raccontargli che “alla Frieda non piace mica programmare”.. in fondo mi avevano solo appena assunta per fare il programmatore :-|)
Alla fine è stato pollo, avocado, pinoli, poco sedano, olio e limone. Sdraiato su foglie di lattuga.
L’antipasto era freselle (pomodoro, olive nere, feta e origano) e si beveva del Verdicchio di Matelica.
Poi è arrivato un classicissimo risotto (porcini e zafferano) accompagnato da del sano Chianti e in chiusura il pollo nuovamente col Verdicchio.
Qualcuno ha chiuso sorseggiando del Porto, i migliori hanno preferito il Recioto :-p
(..uno degli ospiti mi ha scritto “Alle tue varie doti dovrò ora aggiungere quelle gastronomiche ed enologiche. Doti che, almeno per me, non sono da sottovalutare.” Suppongo che la cena sia stata apprezzata ;-))
Lunedì alle 16:30 sono alla Sapienza a parlare su “Le forme del sapere nella rete”.
Siccome ieri sera a Roma c’erano solo 38°, dopo le patate ho pensato bene di lessare anche il pollo (che poi stamattina io e Tigro abbiamo disossato.. cioè io disossavo e lui mangiottava gli scarti).
Avevo deciso di fare l’insalata di pollo classica (pollo, maionese, lattuga e mela) per stasera che ci sono a cena un paio di amici, ma il signor N mi ha notificato che odia la maionese più dei troll. Quindi mi tocca inventare.
(..sto ronzando attorno a un pollo-avocado-pinoli-olio&limone..)
C’è qualcosa di profondamente ingiusto a questo mondo: che per sbucciare bene una patata tocchi farlo quando è bollente.
(..soprattutto quando non è una patata ma un paio di chili, da cuocere in fretta e furia perché a rischio piantina..)
<plouf!> e mentre ero al mare un batuffolo bianco era entrato a far parte della nostra vita.
<plouf!> un piccolo cane terrorizzato da tutto che ci ha subito amato follemente.
<plouf!> la mia cagnolona che ha sempre avuto naso per i miei ometti più di me, non sopportando tutti quelli che alla fine si sono rivelati un danno..
<plouf!> in giro per concorsi sedicenti allevatori garantivano che lei, improbabile miscuglio di maremmano e bob tail, fosse uscita dai loro allevamenti.
<plouf!> la Nuvola a Capodanno che cerca di mangiarsi i fuochi artificiali che spariamo in giardino, ma che si terrorizza se sente i fuochi quelli “veri”.
<plouf!> la porto al maneggio e cerca di seguirmi tutto il tempo, finché si abitua e mi aspetta fuori dal paddock come una mamma apprensivissima, senza mai staccarmi gli occhi di dosso.
<plouf!> e la Vale urla “Ispezione delle mucose!” e la giuggiol cerca di sparire.
<plouf!> due gatti che litigano e la Nuvoli corre a salvare il nostro gatto facendo scappare l’altro.
<plouf!> e ci sono solo due cose che non sopporta: il riccio che si sdraia nella sua ciotola e Amelie che vuole giocare tutto il tempo.
<plouf!> e la Nuvola viene investita, non è grave ma è sotto shock. Poi la Vale la addormenta, la visita e la risveglia e la Nuvola la morde.. tornerà quella di prima, a parte quella coda bassa per non dimenticare e un po’ meno di intrapredenza.
<plouf!> e tutte le volte che torno a casa la giuggiola viene a cercarmi per farsi coccolare.
<plouf!> e la Nuvola stamattina non si voleva alzare, poi la mamma le ha portato le ciotole vicino e lei si è alzata a fare due passi, senza mangiare.
<plouf!> e la giuggioli ora fa la nanna nel bosco, insieme a tanti nostri mici.
Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
[..]
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
[..]
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
-De André, Le nuvole -
(..ciao Giuggioli!)