Figlia di chi

Ammainato il agosto 31, 2008 alle 21:23 su da Frieda

Quando medito dei tratti che ho preso dai miei genitori, riconosco abbastanza facilmente pezzi di mio padre e pezzi completamente miei, che non ho ereditato da loro. Di mia madre ho ogni tanto delle sfaccettature nascoste, delle sottigliezze o dei tratti che lei non riconoscerebbe mai come suoi. Così non capita mai che andiamo veramente d’accordo o che siamo veramente in sintonia. Tranne oggi.
Lei sente la mancanza delle ferie e io pure. Lei tormenta mio padre per ripartire e io le propongo una vacanza insieme (mai successo prima.. se veramente accettasse forse ci accoltelleremmo mezz’ora dopo la partenza, ma ne varrebbe la pena).

M magari parto da sola
M magari sto via per un po’
M tu che dici?

Midori bis

Ammainato il agosto 31, 2008 alle 10:09 su da Frieda

I parents hanno problemi di alghe licheniformi in piscina.

M ma che bel costume verde che hai!
S ..sembri proprio un’alga..
F ..

Midori

Ammainato il agosto 29, 2008 alle 14:39 su da Frieda

Ho sempre associato il verde alla primavera e alla giovinezza e ai conigli (lo so, erano montagne, ma per me è il coniglio!) e talvolta al mare o al lago. Quest’anno invece è un colore che mi porto dietro da un po’.. sarà colpa dei pantaloni da mezza stagione o delle nmila canotte nelle varie sfumature, delle mie magliette che i colleghi apprezzano (ma secondo me è più questione di scollatura che di colore..), dei ghiaccioli, degli occhi, del finto tappetino sulla scrivania del mio socio, dei prati in cui ho voglia di tuffarmi invece che altro.

Someday I wish upon a star

Ammainato il agosto 20, 2008 alle 10:23 su da Frieda

Quando ho la testa che mi frulla vorticosamente non so mai se scrivere o tenere le mani ferme in attesa che il caos si fermi, scenda la nebbia e io ritorni a capire qualcosa. Ma stamattina ho le mani che fremono e così ho deciso di dargli retta.. partiamo, non so dove arriverò ma sono convinta che ne valga la pena.

Intanto iniziamo dalle crisi esistenziali. Ciascuno ha la sua e la vive a suo modo.. a modo io le odio ma alla fine quasi le amo perché mi servono a crescere e poi mi fanno pensare compulsivamente ai miei labirinti. Però se vedi qualcuno in crisi che fai, non ci provi ad aiutarlo? Ecco, è piene di gente che non ci prova e si bea di questo e magari ti cazzia pure perché invece tu lo fai. Ma che credito posso dare a uno che sta bene solo con se stesso, perché il suo mondo perfetto inizia e finisce nei confini del suo corpo.. anzi no, forse comprende anche uno specchio!
A me vedere un problema fa venir voglia di risolverlo o di dare qualche dritta per risolverlo, che cavolo. Poi magari non vedo i miei di problemi che saranno sicuramente enormi ma kekkazzo mica ho mai preteso di avere l’unica verità. Del resto a 3 anni e con tutta l’esperienza possibile non ci si può mica aspettare troppo :-p

Stamattina mi sono trovata a ridere fino alle lacrime (singhiozzando pure!) per delle pure_scemenze_100%_cazzata sulle possibili specialità olimpiche per cui io e altri 3 disperati avremmo potuto candidarci per le Olimpiadi 2012 (tra le specialità più acclamate il pedalò a mani e la barca vela a orecchie).

La realtà è che alla fine rantolo pigramente nelle mie giornate soverchiata dai pensieri: è come guardare una scatola dal dentro essendo convinti che a ben guardare ci deve proprio essere il quinto lato tra le pareti verticali. Ma prima o poi lo trovo, eh..

(..vedere certe facce, i piedi trascinati, il silenzio di certi angoli, sapere che lei non si sente abbastanza forte per la libertà, leggere in quel verde e trovarlo una sfumatura triste, vedere la grinta annebbiata sotto il rosso, non credo mi potrà mai piacere..)

Cardiff, day 1

Ammainato il agosto 9, 2008 alle 19:47 su da Frieda

Puntuale come non mai mi sveglia l’assicurazione chiedendomi info di un ipotetico e mai avvenuto passaggio di proprietà della mia macchina, poi guardo fuori e.. sorpresa, piove!
Forse non è il caso di fare un’ora e mezza di macchina per andare a passeggiare sul mare in un bel posto, così ci accontentiamo di 10 minuti e di una corsa a Cardiff Bay per mangiare qualcosa. Cose sane, cose da colazione normali o colazione all’inglese? facciamoci del male.. è tarda ora di pranzo e un english breakfast ci sta. Peccato che nessuno abbia il buon gusto di avvisarmi di quanto è pesante, altrimenti avrei bevuto una sana Coca e ora non starei a riflettere sugli onion ring che ho voluto in più :-D
Il pome di shopping con il signor N e Ugo registra i seguenti cadaveri: un k-way mimetico, due paia di scarpe, una felpa della Lonsdale, un reggiseno e 4 libri (Pratchett + Goodkind).
Decompressione a piedi in alto sul divano, sorseggiando un buon Lapsang Souchung, sfogliando le guide che offre la casa (siamo troppo dei viaggiatori pigri, non ci siamo nemmeno muniti di guide turistiche!) e decidendo su come approcciare questo Galles (a caccia di miti e leggende? in treno? quien sabe..).
Da ricordare:
* Cardiff ha più ristoranti/bar/ecc. italiani di Milano
* nei negozi al momento di uscire si radunano almeno tre donzelle per augurarci sempre in coro e con voce fessa “Bye.. see you next time..”
* sono stata al Tesco, ma era solo un Tesco Express quindi non conta più di tanto (però sto meditando di scriverlo sul curriculum lo stesso!). Ugo alle mie spalle afferma che l’Inghilterra è una società basata su Tesco :-p

(..e ora sessione di cucina creativa!)

Cardiff, day 0

Ammainato il agosto 9, 2008 alle 19:34 su da Frieda

Ho dormito in qualunque momento mi sia capitato, sono scesa dall’aereo vestita assolutamente in maniera non consona (canotta e infradito), ho dormito in macchina perché questi che vanno in giro al contrario mi facevano uno strano effetto. Mi sono svegliata entrando nel parcheggio di casa, ho alzato gli occhi e ho visto il grande carro (il signor N ovviamente non ci credeva e mi ha presa in giro).
Verso mezzanotte abbiamo sgranocchiato pecorino, olive e fagolosi bevendo dei Negroni sbagliati (io no.. il gin ricordava al mio stomaco la ciucca di settimana scorsa e non ce l’ho fatta) e chiacchierando. All’ora di andare a dormire il signor N era diventato molesto e fare il letto è stata una impresa semi disperata, ma alla fine ci siamo riusciti e ci siamo cacciati sotto il piumone, stretti stretti nel letto un po’ più piccolo del giusto.

i figli so piezz’ e core

Ammainato il agosto 7, 2008 alle 15:08 su da Frieda

Mammà mi chiama dalla Bulgaria per sapere se mi sono venute le mestruazioni.

Incipit

Ammainato il agosto 5, 2008 alle 21:28 su da Frieda

Questa è la storia del piccolo puffo che credeva di essere Peter Pan e invece assomigliava a Campanellino alla guida di uno Scania, che divideva la sua vita con uno gnomo ma un bel giorno si invaghì di un elfo e fuggì in una tenda monoposto verso l’umido del weekend, perché l’importante alla fine è avere qualcuno che ti scaldi.
Questa è la storia della zingara che faceva sangue, che portava negli occhi la fierezza della sua terra e nella ciucca il vento dell’Europa, che con un gesto generava uno Tsunami ma che stava imparando a dominare la tempesta per coltivare le sue rose, perché solo i fiori con le spine meritano.
Questa è la storia dell’elfo di cui sopra, delle strane storie che narrava da sobrio e del languidume che lo assaliva da brillo; della passione per gli scherzi, per le tende monoposto e per i piccoli puffi.
Questa è la storia di una lurkatrice folle, che passò un’estate vivace di telefonate, ad ascoltare una storia in fieri come fosse vera, appassionandosi per i personaggi che talvolta le parve pure di incontrare (per tacere di certe istigazioni).
Questa è la storia dell’arguto socio e dei suoi traffici, dei biechi tentativi di strappare un sorriso e dell’incredibile fascino con cui conquistava le trentatreenni a vita.
Questa è la storia di un sms e della mia lotta a rimanere ancorata ai miei 3 anni, per non compierne 16 la terza volta.

(..in verità questa è una storia moolto più lunga, ma stasera avevo voglia di qualche incipit!)

Sento cose..

Ammainato il agosto 5, 2008 alle 13:35 su da Frieda

..che mi fanno rimanere il pranzo sullo stomaco e venire i brividi, se penso a chi le consente.

(..non ditemi *mai* con chi devo vivere..)

e quindi ora scriverai la tua classica versione faziosa dei fatti sul tuo blog?

Ammainato il agosto 4, 2008 alle 22:22 su da Frieda

La verità è che non mi sento di raccontare quel che vorrei e mi sento di raccontare quel che non vorrei.

(..così taccio.)