Planet

Ammainato il giugno 19, 2009 alle 16:02 su Ai confini della realtà da Frieda

Rendersi conto che in questa stagione parlare di viaggi mi fa male, rende i pomeriggi lunghi e il lavoro difficile. Mannaggia ad Auro!

Ti sei riadattata a Milano?

Ammainato il giugno 19, 2009 alle 15:40 su Vacanze romane and nun potemo capì da Frieda

Quando uno si sente fare la stessa domanda (o domande simili, insomma) nell’arco di un periodo troppo breve, forse è il caso di rifletterci un attimo.
A Roma lavoravo in centro (prima in corso Vittorio e poi in piazza Esedra), a Milano lavoro in centro (piazza Cadorna).
A Roma vivevo in centro o quasi (sotto l’ingresso dei musei Vaticani), a Milano faccio la pendolare.
A Roma uscivo dall’ufficio e inforcavo la metro per andare a fare la spesa vicino casa o mi dilungavo a fare due passi e guardare i negozi (via Cola di Rienzo, via Candia); a Milano salgo in macchina e mi tuffo nel traffico in direzione casa o inforco la bici, corro in stazione, salto su un treno e al massimo vado a fare la spesa (supermercato scrauso vicino casa o centro commerciale se ho voglia di prendere la macchina).
A Milano vado in giro in bici e ho un parco a due minuti dall’ufficio dove pranzare tranquillamente, a Roma piazza Esedra era soffocante (traffico, rumori e niente verde).
A Roma c’è il ponentino.
Il mare (non un gran mare, ma comunque..) non è distante da Roma; vicino a me ci sono un po’ di laghi (Segrino, Lario) e i miei hanno la piscina in giardino.
A Roma avevo un terrazzo enorme, qui ho un terrazzino microscopico e pur avendo più che dimezzato i vasi che avevo, non mi ci giro.
A Roma sono nate tante belle cose (il sig. N, Tigro, WMF, Tiff&Tess..), a Milano ne sono nate tante ma finite altrettante.

Grrr

Ammainato il giugno 17, 2009 alle 13:18 su 150° da Frieda

..che poi io non ne ho nessuna voglia né di occuparmene né di dir di sì per mancanza di alternative, però mi irrita l’abulia nel non prendere una decisione che ti spetta o comunque ti tocca.
Io se mi impegno un po’ capisco tutto quanto, ma non la tragedia insita nell’essersene dimenticato, la tragedia del regalo a tutti i costi ecc. Se è una festa che si festeggi, se dev’essere una tragedia.. quasi quasi mi ammalo.

(..e d’altra parte, siccome mi ha chiesto di consultare mia madre, mi toccano anche gli sfottò dei miei..)

Col cucchiaino

Ammainato il giugno 15, 2009 alle 14:19 su 150° and Acqua da Frieda

Questo weekend sono crollata.
Venerdì sera è arrivata Ugo, per un matrimonio a cui doveva andare sabato, così l’allegra famigliola più il sig. N è andata a cena fuori in tarda sera (btw: il Porto non è più il mio ristorante preferito.. non si può rifiutare una prenotazione per le 21:30-22 a Milano di venerdì sera!).
Sabato mattina non sono riuscita ad alzarmi dal letto. Nonostante la sveglia, le moine del signor N, i gatti, ecc. non ce l’ho fatta. Mi sentivo come una con 40 di febbre.. a mezzogiorno passato sono riuscita a spostarmi dal letto fino al divano.
Alle quattro ho deciso che non potevo continuare a stare così e sono andata dai miei a tuffarmi in piscina.. per la serie o muoio o guarisco. In realtà nessuno dei due, perché lì per lì mi sono sentita meglio, ma poi sabato notte sono stata male e me la sono passata mezza in bianco.
Ieri però ero miracolosamente in piedi, senza neanche le occhiaie e sono tranquillamente sopravvissuta al pranzo composito (Ugo, moroso, fratello del moroso, genitori del moroso, i miei, il sig. N), facendo del mio meglio per essere scambiata per una lucertola che si riprendeva arrostendosi a 5cm dall’acqua (cadendoci dentro il più spesso possibile).

La gente della notte

Ammainato il giugno 5, 2009 alle 4:41 su 30° da Frieda

Stare in piedi tutta notte per fare cose ha dei pregi: la giornata si prolunga di almeno altre 8 ore, si sta più freschi, c’è più silenzio.
D’altra parte di viene una fame pazzesca da tossico, il dopo le 5 di solito taglia le gambe, fa un freddo pazzesco d’inverno..
Ma ci sono anche momenti carini: chiacchierare sporadicamente con un’amica oltreoceano, vedere un amico in piedi alle tre e mezza perché ha litigato con la moglie e proprio non gli va giù, quel lungo momento tra le 2 e le 4 quando i minuti non sembrano passare mai, indovinare dove finisce la notte e inizia il giorno..

(..ma soprattutto scrivere post sul blog in attesa che esca il primo caffè della giornata!)