Ammainato il dicembre 16, 2009 alle 17:09 su 30° da Frieda
C’era una volta un piccolo blog (85 post in tutto), su una piattaforma orrenda (Tiscali), che ha vissuto serenamente per poco più di un anno, poi si è dimenticato di sé.
Poi è rinato con una nuova pelle e ogni tanto tornava a guardarsi nelle vecchie vesti così egocentriche (si chiamava IO – quello che faccio (poco!), quello che dico (caxxate), ma soprattutto quello che penso)
Finalmente ho finito di importare qui tutti i vecchi post.
Mi sono divertita e rivissuta a rileggermi e mi sono ricordata del piccolo mondo dove leggevo un papà con bimba, una fanciulla con figlio e nuovo fidanzato (più giovane!), di una informatica dalle tante passioni, di un fantasmino che aveva smesso di bloggare ma mi curava. È stato proprio un bel periodo.
(..c’era una nuova emozione sulla pelle..)
Ammainato il dicembre 10, 2009 alle 23:05 su Ai confini della realtà da Frieda
Un’amica mi sta facendo notare che è al computer per una conference call durante una cena a casa del fratello.
Non che sia consolante, ma mi è tornato in mente che un paio d’anni fa (se la memoria non m’inganna), mi sono presentata ad un matrimonio munita di computer.. per non fare torto né agli sposi né all’impegno improrogabile che avevo.
A metà del pranzo mi sono isolata su un tavolino, ho acceso il pc, aperto la connessione a internet, sono entrata in IRC e ho iniziato a presentare un progetto per una gara.
Dopo un po’ sono venuti a chiamarmi per il taglio della torta, ma io non potevo muovermi.. il padre della sposa era decisamente seccato!
Insomma, la gara non l’abbiamo vinta, il padre della sposa non mi perdonerà mai, gli sposi forse pure (li vedo sempre meno.. dipenderà da quello?) però, ecco, io lo rifarei :-D
Ammainato il dicembre 3, 2009 alle 15:17 su 30° and Viaggi e miraggi da Frieda
Il treno mi fa venire invariabilmente sonno. 16 minuti che siamo partiti e io già inizio a sbadigliare..
Ho riempito il computer di cose da fare durante questo viaggio e mi sto già chiedendo se concedermi un pisolino o meno, o meglio, quando.
I rumori della prima sono quelli di un ufficio.. non ci sono conversazioni famigliari da origliare, problemi comuni su cui sorridere; ci sono gli Zampetti del nuovo Millennio (ma per quanto, ancora, sarà nuovo questo Millennio?) attaccati al cellulare che parlano tenendo un mezzo tono che vorrebbe non disturbare, ma arrivare comunque forte e chiaro a chi sta all’altro capo della cornetta (ci sono ancora, tra l’altro, le cornette?). Il massimo dell’emozione è stata una sciura (di quelle bene, per intenderci) che ridacchiando ha confidato ad un conoscente che c’è stato un errore e hanno assegnato lo stesso posto a due persone e che lei è stata spedita in seconda.. la descrizione del posto assegnato mi ha ricordato certi annunci immobiliari.