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(..avevo in mente un sacco di cose da scrivere qui, ma quando ho avuto davanti il quadrotto bianco di edit, mi è presa una cosa strana e mi è scesa una lacrimuccia..)

Pensate a cose straordinarie, saranno loro a portarvi in alto
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(..avevo in mente un sacco di cose da scrivere qui, ma quando ho avuto davanti il quadrotto bianco di edit, mi è presa una cosa strana e mi è scesa una lacrimuccia..)
In Roma marito casa munito cercasi, scopo felice matrimonio con solide basi.
Chiamare ore pasti 328 -xxxxxxx
(..stile sottilette Kraft..)
È qualche giorno che mi sveglio con l’ansia.
Di non finire cose sul lavoro, di non trovare casa nei tempi stretti che ho, di avere la macchina fuori uso.. angoscia di tutto insomma.
Sono almeno due giorni che l’angoscia si stempera in piccole cose che succedono di primo mattino.
Ieri ho archiviato le angosce pecuniarie perché mi hanno pagato Marzo. E poco prima l’avv mi ha dato quella che può essere una buona notizia e che comunque è un passo verso la conclusione di una spiacevole vicenda.
Stamattina mi ha chiamato un’amica per ricordarmi che domani sera lei c’è e per manifestarmi la sindrome da abbandono ;-)
..e poi oggi c’è sciopero, Roma è nel caos.. chi mi chiama? Un piccolo diavolo.
(..è difficile rimanere angosciati nel mezzo delle risate..)
Xavier Hanotte
La doppia vita degli orsi
Piemme
ISBN 883841078X
Genere: incontro tra La fattoria degli animali e il mondo di Richard Scarry
Perché sì: perché ci si ritrovano tanti tratti degli orsi-bipedi veramente ben raccontati (io ho sghignazzato parecchio!)
Perché no: perché della parte filosofica-diritornoalleorigini se ne faceva anche a meno
Stato: da restituire all’orsoso (e sbadato) proprietario
Quando arrivammo in cima alle scale, il cielo spiegò davanti a noi il suo ventaglio madreperlaceo. Tartufi e naso al vento fiutammo l’aria notturna, mentre i focolari ancora ardenti su ciò che restava del cantiere si mischiavano ai profumi di linfa e humus. Una brezza tiepida accarezzava le fronde.
“La luna cresce sotto i nove cieli.
Desto, sento nel vento una chiave d’oro
e immagino battenti di bronzo.”Dopo aver reso omaggio, Charles si rimise il cappellino.
Non riuscivamo a capacitarcene.
“E quello cos’era?” chiesi.
Il vecchio guardiano si inorgoglì.
“Tu Fu, perché?”
“Tu Fu? Quello vero?”
Di fronte al nostro silenzio incredulo decise di solenizzare la circostanza.
“Mi acculturo. Sono stufo marcio di fare la figura dello scemo davanti a degli orsi!”
I suoi passi scricchiolavano sulla ghiaia del vialetto. Dovemmo correre per raggiungerlo. Durante il tragitto nessuno parlò. Ma non era l’imbarazzo a trattenerci. Semplicemente era bello camminare così, in quella notte di luna piena, sui sentieri odorosi del grande pianoro.
Alla fine Onésime, un po’ distante davanti al gruppo, si fermò. Spalancò le zampe, con lo sguardo perso nelle stelle.
“Dopotutto non è poi così male essere un orso..”
Charles lo raggiunse, girò la visiera sulla nuca e cercò con gli occhi l’Orsa Maggiore senza riuscire a trovarla. Tirò fuori un pacchetto di sigarette e ne offrì una ad Adalbert, il quale pescò in una tasca la sua piccola protesi d’avorio.
“Non so, Onésime. Non so neanche se sia un bene essere un uomo..”
Adalbert aveva acceso un fiammifero. Charles si abbassò e tirò una boccata.
“Tutto quello che so, orsi..”
Alcune rughe gli incresparono la fronte.
“È che l’erba del vicino non è mai più verde.”
Onésime mi afferrò per la manica e indicò con l’artiglio un punto luminoso.
“Guardate: una stella cadente!”
Ognuno in fondo al proprio cuore espresse un desiderio.
“In poche parole, se ho ben capito, mio caro Charles..”
Con la paglia nella zampa, Adalbert sorrideva.
“La morale del tuo discorso sarebbe..”
Lo interruppi.
“Orsi per sempre?”
Il vecchio guardiano rimase impassibile, ma gli ridevano gli occhi.
“Sai, Anatole, che mia moglie mi dice spesso che sembro un vecchio orso?”
Questa allusione coniugale non riuscì a intaccare la gioia improvvisa di Onésime. Con il tartufo sempre al vento mormorò: “Hai ragione, Charles..”
Inspirò profondamente e stiracchiò le zampe.
“Orsi per sempre!”Quando riprendemmo la strada verso il parco le stelle brillavano più intensamente. Anche i nostri sguardi. Soprattutto i nostri sguardi. Umani e ursidi.
La luna, invece, diventava pallida. Stava per sorgere l’alba.
Alcune pungono, altre no.
Habemus tappum.
Ora ci serve fare il tagliando. L’officina tapposa di ieri mi ha detto “se ne parla a giugno”.
Troppo tardi..
(..nella prossima vita farò il meccanico: ieri mi sono coperta d’olio solo per mettere il tappo e mi guardavo le mani zozze tutta orgogliosa..)
F bla-Roma-bla-settimana prox-blablà
A ogni volta che ti sento c’è una nuova cazzata
F (sghignazz’)
A e non c’è un cazzo da ridere!
A sei uno dei punti fissi della mia vita e te ne vai a Roma..
(..Ale, che non mi presenta le sue morose perché farle conoscere a me è più compromettente che farle conoscere alla mamma..)
Già, questa è proprio bella.
Premessa: l’ultimo tagliando l’ho fatto 20.000 km fa (cioè più di un anno fa) e l’ultima volta che ho aperto il cofano è stato circa un mese fa perché avevo finito l’acqua per i vetri, ed era apparentemente tutto a posto (mi sono soffermata a togliere le foglie in giro e a considerare una spolveratina generale, ma poi ho soprasseduto).
Ieri apro per controllare il livello dell’olio (dato che perde magari ho bisogno di un rabbocco) e la prima cosa che noto è che il tappo con attaccata la stanghetta non è perfettamente al suo posto, ma sporge di qualche centimetro. Poi guardo meglio e noto che il motore è tutto sporco di olio. Scruto un attimo perplessa e noto un buco che non mi risulta ci fosse.. morale della favola: è saltato il tappo ”grosso” dell’olio.
Dopo chiamo la Peugeot per vedere se me ne danno uno.
(..)
Sabato mattina sveglia all’alba e poi volo a bassa quota per le autostrade semideserte per accompagnare Delphine a Malpensa.
Sabato pomeriggio mi sono addormentata guardando La vita che vorrei e mi sono risvegliata sull’amami ancora.. fallo dolcemente della Nannini, sui titoli di cosa (anche detti titoli a batuffolo) e come uno zombie ho offerto un caffè a una cugina in visita.
Domenica mattina invasione mammifera all’alba.
Domenica pomeriggio mi sono addormentata mentre facevo cose al pc, poi mi sono risvegliata e sono andata ad accudire la Jolly Roger, che perde olio.
Lunedì mattina i miei partono per la Tunisia e io ho vinto il gettone da tassista. 3 ore per fare casa-aeroporto-ufficio (uscita alle 6:30 sono arrivata alla scrivania alle 9:20).
(..sono già stanca..)
F cmq sappi che qui ci sono gli ormoni in giro, eh..
F sono mesi che non *bacio* un uomo
F ci pensavo ieri sera
F dopo aver salutato (baciato) ..
F che però non conta
F e oggi guardando il film
F quando i protagonisti si lasciano andare
F e si danno un sacchissimo di baci
F mi è preso un coccolone!
F non sono solo i baci
F e il sesso
F ma le coccole..
F ho bisogno di coccole
F essere abbracciata
F tenuta stretta
F non sai cosa darei per una serata sul divano o sdraiati sul letto
F a chiacchierare
(..if your lips feel hungry and tempted, kiss the rain and wait for the dawn. Keep in mind: we’re under the same sky and the night’s as empty for me as for you..)