né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà

Sono appena tornata da una passeggiata furibonda con Cordelia (povera, mi ha dovuta sopportare mentre attraversavo tutto il paese a passo di marcia, per rimettere in ordine i pensieri).
Oggi hanno perso la prima partita di campionato. Non una a caso, ma lo scontro prima (noi) Vs seconda (loro). È stato un coacervo di tutte le cose sbagliate o brutte che hanno fatto fin qui, ma tutto concentrato in una partita. E non è bastato riprendersi nell’ultimo quarto per rimontare e vincere.
Nella mia disamina feroce ho fatto il giro di tutta la squadra, più volte, e degli allenatori. Poi mi sono picchiata sui calli da sola perché sono ancora piccole, però.. però non importa.
Hanno passato un sacco di tempo a perdere, almeno un anno e mezzo, e quindi dovrebbero aver capito come si vince. E invece no. Perché vincere non è il contrario di perdere.
Non hanno vinto tutte le volte che sono scese in campo contro squadre più deboli e sono state lente, deconcentrate, regalando vantaggi e facendo sembrare chissà che le avversarie. Non hanno vinto quando hanno giocato con squadre del loro livello, ma sono scese in campo in preda al panico e il panico è durato a lungo.
Vinci quando giochi e ti diverti, quando sei concentrato e nonostante il casino delle tifoserie l’unica voce che senti è quella del tuo allenatore, quando costruisci e porti dei risultati.
Il resto non è vincere, checché ne dicano i numeri sul tabellone.

(..no, ma l’ho presa benissimo..)

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