Ordinaria follia

Facciamo finta che esista un gruppo industriale che si chiama Abì, di cui fanno parte le società A e B.
La società A produce viti per il legno e la società B, uhm, mobilio. In legno.
La società B chiede un preventivo alla società A per l’acquisto di 100 viti. La società A fornisce un preventivo pari a, diciamo, 140€. La società B s’indigna e ottiene un po’ di sconto; il preventivo finale è di 100€ per 100 viti.
Il responsabile della produzione delle camerette decide che il preventivo è ancora alto e se lo fa fare da un fornitore abituale. Il preventivo del fornitore assomma a 14€.
Nel mentre la società A, dando per scontato che B compri le viti da lei, ha prodotto le 100 viti e le ha in pronta consegna.
La società B, ricevuto il preventivo del fornitore, decide per ripicca di non acquistare le viti dalla società A ma le ordina al fornitore.
Il responsabile della produzione delle camerette ignora, però, che il fornitore non è stato pagato per un ordine di alcuni mesi prima perché ha consegnato in ritardo e in più deve restituire dei soldi per della merce consegnata avariata. Il fornitore non restituisce i soldi finché B non paga e B non paga finché il fornitore non restituisce i soldi.
Riuscirà il gruppo Abì a consegnare mai le camerette?

(..lo so che sembra il quesito della Susy, invece è tutto vero!)

..per tutto il resto c’è Mastercard!

L’aggiornamento su questa questione è un ulteriore slittamento al 10 febbraio dei pagamenti. I sentiti ringraziamenti per la mia pazienza pervenuti consistono in una zappa d’oro.

R .. e così lavori ancora gratis..
F già!
R beh, per quella cifra posso assumerti anch’io!!
F in effetti.. almeno ci divertiremmo un sacco :-)

Ed oggi con molta eleganza hanno praticamente fatto fuori una chiave di volta: dopo due giorni di anticamera nemmeno il bongusto di dire “Grazie, non ci servi più”.. nascondersi dietro il dito del “non sono autorizzato a fare altri contratti”. Bah.

(..sommo sconforto..)

Anche gli angeli mangiano fagioli

Una sera di settimana scorsa, a tavola compaiono fagioli al pomodoro.
Il sig. N finisce di mangiare, inizia a sparecchiare mentre io sto mangiucchiando gli ultimi bocconi e il suo posto a tavola viene riempito da una enorme gatta nera (TheCiccion).
Il sig. N è distratto e la Ciccion è terribilmente interessata al mio cibo. Io appoggio sbadatamente un fagiolo nel piatto davanti a lei. Rapida come la folgore compare una zampa nera che artiglia il fagiolo e lo butta a terra, poi atterra tutto il gatto a terra e si sbrana il fagiolo.
Il sig. N osserva atterrito la scena.

N Amooooo, ma i gatti non mangiano i fagioli!
F Vuoi spiegarlo tu alla Ciccion?

I’m in my depression

Propongo una mozione per l’attualizzazione dei proverbi e dei modi di dire. “Casa dolce casa” ad esempio potrebbe perdere quel sottile riferimento ad Hansel e Gretel e passare a “Casa cara casa” dove la connotazione affettiva rimane ma si aggiunge anche il taglio economico.

Il sig. N e io ieri siamo andati per agenzie a vedere per una casa. A parte le immani discussioni filosofiche a priori (io voglio una casa vecchissima possibilmente cadente da risistemare, lui ne vuole una nuovissima, fatta con materiali e tecniche ultratecnologiche e che sia almeno di classe energetica A+ o qualcosa del genere) i nostri requisiti erano minimi: 3 locali + box.
Col budget che ci siamo dati (calcolato al contrario, partendo da una rata del mutuo affrontabile) la prima agenzia ci ha trattato da pezzenti, la seconda un po’ meno, la terza è stata gentile ma con poco che facesse al caso nostro, la quarta idem.
Oggi abbiamo preso la macchina e abbiamo iniziato a girare i paesi vicini alla ricerca di cantieri (le agenzie vogliono mediamente il 3% + iva di commissione, mica cazzi!) e siamo tornati a casa carichi di numeri da chiamare.

Ma io sono lo stesso sul depresso andante. Uno non impegna i prossimi vent’anni della propria vita per comprare il meno peggio che si è potuto permettere.. comprare una casa non è come affittarla, mica posso cambiarla dopo 6 mesi perché non mi piace, non mi ci trovo, non è comoda per la spesa, le scuole, ecc.

Uffa!

Cambio!

Avevo 70 dollari nel portafoglio da quasi un anno e mezzo. Oggi me li sono trovata per le mani e mi è venuto in mente che Ugo a Febbraio va a NY.
Così le ho chiesto se li voleva..

U e cosa ti do? Non ho euro..
F va beh, dammi le sterline.. tanto prima o poi torno a trovarti!

Alla fine saccheggiando anche il portafogli del fidanzato è riuscita a darmi 40 sterline e 10 euro. Mica ho capito quanto vale un dollaro, io..

Appendice natalizia

Siamo reduci da un’invasione familiare: mia sorella e il fidanzato, appena arrivati dalla perfida Albione, insieme ai miei sono venuti a cena.
Ugo doveva farmi il richiamo del vaccino a Minou (non è stata una scena cruenta come l’altra volta, ma ha comunque dovuto arrampicarsi sulla scala e vaccinarla sopra la libreria, mentre due assistenti stavano sulle sedie e sbarravano a Minou ogni via di fuga possibile) e domani partono tutti per la settimana bianca.
Mammà ha borbottato tutto il tempo as usual e così ha fatto il signor N da quando è tornato dal lavoro, così li ho messi vicini.. sai mai che borbotto contro borbotto faccia un po’ di sano silenzio o un bel sorriso.
Il menu era lunghissimo e tutto ordinato da mia madre in persona (“ma quanta roba hai cucinato?” “Quello che mi hai chiesto tu, mamma..”): frittata di cipollotti e carciofi alla giudia, spaghetti (Rummo!) al pesto rinforzato, cipollotti in agrodolce e carne alla maniera di Frieda (pollo e manzo a striscioline, lasciati per ore in succo d’arancia fresca, cumino e mix di spezie, con mandorle tostate e spolverata di pepe finale), pan di spagna con cioccolato, uvetta e albicocche sciroppate (a cura del sig. N), scorzette, uvette e mele ubriache, alcool a volontà.

(..Ugo mi ha portato la ex – macchina fotografica di mio padre, così ho quasi ricevuto il mio ultimo regalo di Natale..)

Decadimento fisico

Sono tre giorni che ho una spalla ko senza apparente motivo. Non è il collo, non ho preso botte, non sono caduta sciando, nulla di nulla.
Da ieri sera sono partita a farmi di muscoril e oggi sono rimasta a casa (poco computer e niente freddo ha detto il dottore).

(..e tanto per completare il quadretto da nonna ho deciso che per pranzo ci voleva qualcosa di molto caldo e così sto sorseggiando zuppa di miso: carota, cipollotto, sedano, alga nonmiricordoche, un paio di funghi shitake, miso giallo..)

Un certo tempismo

Venerdì 9 gennaio alle ore 17.14 ci è stato annunciato che lo stipendio di dicembre verrà pagato non prima di fine mese. Tenuto conto che di solito viene pagato il 10 c.m., è un sacco di preavviso.

(..sono stanca, incazzata, depressa e mi sento anche presa in giro..)

Sapessi com’è strano vedere la neve a Milano

Stamattina esco impavida mentre il sig. N strombazza che lui sta a casa (ma verrà costretto dai fatti ad andare in ufficio, hihihi) e mi trovo in una di quelle di bocce che qualcuno ha già scotolato. La neve è alta e continua a venire giù. Tanta. Tantissima.
Il treno c’è, immensamente in ritardo e pienissimo, ma c’è e tanto mi basta.
All’uscita dalla stazione riesco a raggiungere il livello stradale senza spalmarmi sugli scalini e.. miracolo! La strada è bella innevata (roba quasi da confermare il sindaco di Arcore, invece di recapitargli una zappa se si osa ricandidare), in giro ci sono pochissime macchine, non troppi pedoni e soprattutto c’è silenzio. Quel silenzio che nemmeno a Ferragosto si sente mai.

(..poi piove e tutto lentamente si scioglie ma il silenzio e lo stupore dei pochi in giro nessuno me lo toglie..)