Simpatici fatti aziendali

A Natale il fornitore non voleva consegnare i panettoni. Risultava non pagata la fattura relativa ai panettoni dell’anno precedente.

Oggi la sede di Bologna ha gravissimi problemi: ad un certo punto i pc si sono spenti e non c’è verso di riavviarli.
Gli hanno tagliato la corrente perché non pagano le bollette.

(..ed è tutto tristemente vero..)

Gattitudine

A me avevano detto che ci eravamo portati in casa due gatte selvatiche. Mi chiedo allora cos’è quella piccola pantera in miniatura che la sera deve giocare sul lettone ad acchiappare i piedi di chi sta sotto le coperte, che la mattina quando sente la sveglia salta sul lettone per la dose di coccole, che mentre faccio la doccia attende fuori sul tappetino, che quando esco dalla doccia mi fa le fusa e che non mi lascia vestire perché lei vuole le coccole..

(..ma è Penny!!!)

Curiosità

Le battutacce del signor N fanno calare la rispettabilità di questo blogghete.
Il mese scorso un paio di persone sono giunte qui chiedendo a San G. “foto john holmes nudo”.

(..il post colpevole è questo..)

Pass uro

..che poi ieri mattina annusavo l’aria mentre andavo a recuperare il mio solito passaggio per Milano, e sarà stata tutta quella pioggia e finalmente il sole che un po’ mi ha ricordato il profumo delle mattine ad Allerona.
Certo ci mancava il silenzio. Certo ci mancava la meraviglia di vedere la nebbia agitarsi nel fondovalle mentre mi crogiolo al sole nell’aria pungente. Forse in comune c’erano solo gli uccellini e l’aria.. o forse c’era solo la mia testa.
E poi mi è venuto in mente che io e lei abbiamo fatto le elementari insieme, le medie insieme e i primi due anni del liceo nella stessa scuola (io scientifico e lei classico) e poi lei ha cambiato scuola.
Da qualche parte ho ancora i quaderni scemi delle cose che ci siamo scritte per anni.. e non ho bisogno di pensarci molto per ricordarmi di quella volta che mi ha fatto attraversare Milano tutta di corsa perché da qualche parte c’era Klinsmann. E quando siamo arrivate lì lei era così emozionata nel trovarselo di fronte che non spiccicava parola.

(..quando il futuro mi crea dei problemi, sprazzi di passato mi passano davanti agli occhi, pescati da qualche funzione random che manco so di avere..)

L’importanza di essere “R”

Ci risiamo, le poste mi colpiscono ancora.
Siccome sono stata a casa malata (2 settimane = 2 certificati = 2 raccomandate A/R) ho mandato il certificato di malattia all’INPS per raccomandata A/R, come scritto sul manuale del bravo impiegato.
Lunedì mattina trovo in casella il cedolino di ritorno. “Figo” ho pensato, raccomandata del 13 febbraio e cedolino di ritorno dopo neanche due settimane. Poi lo guardo bene.
La “firma per esteso del ricevente” non c’è e la “Data” nemmeno, c’è solo uno sgorbio su “Firma dell’incaricato alla distribuzione”.. in soldoni, il postino ha firmato e il ricevente no. Io della firma del postino non me ne faccio nulla e questo cedolino è inutile. Per quel che posso dimostrare io ho spedito qualcosa all’INPS e un postino da qualche parte nel mondo (il “Bollo dell’ufficio di distribuzione” ovviamente non c’è) l’ha ricevuto.
Il numero verde delle poste funziona 1 volta su 5, nelle altre il risponditore automatico si incroda portandoti dove vuole lui, così alla settima telefonata ho deciso di passare all’email e ho scritto chiedendo istruzioni per avere il rimborso della raccomandata A/R.
Se mi spediscono una raccomandata come se fosse una lettera semplice, perché devo pagare anche il servizio che non ho ricevuto?

(..e sto seriamente pensando di allertare l’avvocato per riavere i miei ricchi 3,5€..)

Scrivania sì, scrivania no

Ho una scrivania.
Il pomeriggio della ferale notizia sull’openspace è stato investito alla ricerca di una collocazione per me.
Inizialmente sono stati fatti lunghi studi per far entrare una scrivania (forse esistente in cantina o forse da acquistare da Ikea) nell’ufficio dei due sistemisti, poi quello più “attivo” (ossia quello che trottola sempre in giro per uffici, piani, ecc.) si è candidato per prendersi il mio presunto nuovo ufficio.
Così ho una scrivania.
Ora devo solo ricordarmi di portarmi un paio di cuffiette perché il mio dirimpettaio è *sempre* al telefono e ha un tono di voce decisamente elevato.

Sans frizioné

La mattina vengo a Milano scroccando un passaggio ai miei.
Stamattina ci siamo mossi con due macchine (la loro ammiraglia e la loro seconda macchina) perché dovevano portare l’ammiraglia a fare il tagliando.
Io ho guidato la buona vecchia Civic provando l’ebbrezza di una frizione che si crede un cambio automatico. A macchina fredda il pedale della frizione rimaneva praticamente bloccato a fondo corsa e appena sollevavo un po’ il piede e senza schiacciare l’acceleratore la macchina partiva..
Quando poi il pedale si è riscaldato, è tornato tutto alla norma.

Arrivando in ufficio mio padre commentava “Chissà fin quando regge quel pedale, devo proprio decidermi a farlo aggiustare”. Detto, fatto. Un quarto d’ora fa la frizione ci ha lasciati..

Open space è sinonimo di corridoio

Settimana scorsa era sparita la mia scrivania; non essendomi stata notificata la cosa, da vera ignorante lunedì mattina sono arrivata molto presto (avevo cose da fare..) e mi sono messa al mio solito posto.
C’è stata qualche rapida polemica quando sono arrivati i nuovi inquilini, ma si è risolto tutto in fretta.
Oggi c’era in giro colei che si considera l’imperatrice di questa società e:
1. l’ho incrociata andando in bagno, l’ho salutata e lei non si è degnata di rispondere
2. appena se ne è andata mi è stato notificato che dovevo spostarmi
Per una persona della mia utilità (aziendale), delle mie capacità e per le mie esigenze è stata prontamente trovata una stanza consona.
Premessa: questo ufficio è fatto a L. I due rami della L sono sfalsati di circa due metri e in comunicazione tramite una scaletta che dà su un open space in cui hanno avuto il coraggio di mettere un tavolone e due telefoni e che all’occorrenza (ossia quando siamo pienissimi) viene usato come sala riunioni (assolutamente pratico: chiunque voglia bersi un caffè passa di lì..).
Indovina, indovinello, quale stanza sarà mai toccata alla Frieda?
L’open space. Quando me l’hanno detto per telefono, ci hanno messo 5 minuti a spiegarmi qual era.. la mia testa si rifiutava di capire “la stanza con la scala” e io mi interrogavo se in qualcuna delle sale che non frequento qui accanto ci fosse una scala. Poi ho capito e ho chiesto un modulo di dimissioni precompilato.

(..alla fine ci andrà il sistemista, che tanto è sempre in giro o sempre al telefono e non gli importa più di tanto del casino e del rumore e io andrò al suo posto, in ufficio all’altro capo della L. Ma questa cosa non mi va giù..)

Panino al tonno

Ieri è stata una giornata nera, in cui il mio pozzo nero è venuto fuori, regalandomi un umore tetro. Un po’ come andarsene a spasso per la palude della disperazione, per intenderci.
Il signor N le ha provate tutte per tirarmi su.. ha interrotto i lavori che stavamo facendo, ha spento ogni discussione, mi ha trascinata fuori di casa, mi ha portato a rovistare vecchi libri sulle bancarelle e alla fine mi ha portata al cinema e mi ha anche comprato le patatine (non solo.. si è anche fatto finire i suoi popcorn).
Ma il primo sorriso è riuscito a strapparmelo quando siamo usciti dal cinema:
N hai fame?
F
N va bene, cucino io. Hai preferenze?
F no, fai tu
N ok. Pensavo di farti.. dei panini al tonno!

La prima striscia di Calvin & Hobbes

(..sono una tigre fortunata io!)