Bilancia

/me è mezz’ora che balla e non riesce a fermarsi..

Il passaggio a casa prevedeva nel programma anche un pit-stop alla bilancia, dopo due settimane di non frequentazione.. ed era una parte molto temuta, perché mi sentivo ingrassata (sensazione, eh, niente vestiti che non entrano o simili).

La faccio breve: ho perso 3 kg!

(..devo ricordarmi di impacchettare la bilancia e portarla via.. non saranno sempre gioie come oggi ma serve!)

Nel mare del silenzio

..but my words, like silent raindrops fell.. and echoed the will of silence
S&G

(..che poi capitano quei silenzi che uno ci pensa un microsecondo e poi scopre di trovarcisi bene, quasi ci si accoccola dentro..)

Paletti & co

..in questa urgenza di vivere
e furia di sentire so di esistere ..
notti senza cuore
da non aver pietà
a parlare agli angeli qualcuno sentirà
notti senza nome
da far tremare il cielo
dove c’è una via d’uscita che trascina via da qui
..in un volo bellissimo..
..in un mare bellissimo..

(Rivoglio i miei CD.. voglio traslocaaaaaaaaaare!)

Il muro del sistemista

Mi suonano le icone.
(Tratto da “Riflessioni di un musicista funky-techno-jazz”)

Il portatile dà i numeri.
(Mirabile risultato di un matematico folle)

(..per i 5 comandamenti di GINA, attendo l’autorizzazione..)

Donne dùdùdù amiche di sempre

R io ho una certa esperienza in stronzi, renditene conto anche tu: mica cambia
R se uno è stronzo così, è stronzo e basta. C’è un significato dietro, no?
F ..perché c’è sempre qualcosa dietro..
R eheheh, però è vero..
F essì, il signor Darcy (stronzo ma per finta) mica esiste..

Un po’ di risate e di chiacchiere tra fanciulle, che si sommano a quelle via sms con Tiff, dispersa nella mensa del Coni appresso a una squadra di rugby (allenatore compreso), alle mie proposte l’altra sera di farsi dare ripetizioni d’inglese dal barista americano.. fa strano!
Erano anni che non mi capitavano tanti discorsi scemi femminili e non mi capitava di averne bisogno.

(..soprattutto quando la telefonata si è conclusa in una specie di abbraccio della mia quasi famiglia adottiva.. si sentiva che stasera ne avevo bisogno, eh?)

Piove sulle case vecchie e sulle nuove spose

Veramente stavo andando da Feltrinelli, per spaparanzarmi sul comodo divanetto, leggere un libro in santa pace ed evadere qui dal loculo, che mi fa tristezza quasi anche dormirci.
Poi hanno iniziato a cadere le prime gocce e arrivata a metà strada pioveva mica male.

Largo di Torre Argentina era vuoto, spariti gatti, turisti, romani.. manco i venditori di ombrelli erano in giro. L’improvvisa assenza di persone, la pioggia insistente che mi faceva ridacchiare pensando a uno al contrario mi hanno ricordato un pensiero ad alta voce: “Secondo me è da vedere sotto un temporale”.

Un angolo asciutto per consultare la cartina, un’occhiata al cielo e poi il passo svelto per arrivare prima che sia finita.
Sull’angolo mi travolge uno scroscio sghembo, la gamba destra è completamente fradicia, e allora? Non è quello che volevo?
Via del corso è un delirio, persino il vigile si è nascosto dentro una vetrina per evitare l’acqua.

Ombrelli che gocciolano, pozzanghere, K-way, cappucci improvvisati con sacchetti, goccioloni che cadono dai cornicioni, vetrine e portoni e antri vari intasati di gente, venditori di ombrelli che tentano insistemente di vendermene uno (e un pensiero costante di sottofondo “al prossimo rispondo: no, grazie. Ho smesso!”), le vie fintamente vuote, i sampietrini lucidi. Quale sarà la strada? Boh! Un po’ a naso, un po’ consultando rapidamente un’altra volta la cartina, un po’ perché ormai la zona è quella, ci sto arrivando.
Ho rinunciato da un po’ a provare a camminare rasente i muri, c’era troppa folla, troppi goccioloni, troppo.. compromesso. Ho deciso di bagnarmi e mi bagno, in mezzo alla via pedonale, scansando ancora e ancora i venditori di ombrelli (ma quanti sono? uno per ogni goccia di pioggia?)

Ed eccola. Lì.

Per una volta sembra che incuta timore.. non c’è nessuno nell’arco di almeno 5 metri. Tutti assiepati al riparo dai cornicioni.
Mi fermo al centro, di fronte. Ferma a sentire e guardare e gustare.

3 minuti di Fontana di Trevi, sotto un cielo gocciolante ma non ancora quanto vorrei, all’inizio di giugno.

Colgo un movimento con la coda dell’occhio, poi un altro. Pare che qualcuno abbia dato il via, decidendo che non piove più e i turisti riprendono ad assieparsi.

Mi appoggio a un muro e guardo incantata la fiumana che riprende a scorrere, poi mando un sms e riparto tra le pozzanghere e i sampietrini che riflettono un raggio di sole.

“Zie” putative

Ieri una piccola arrosta scatenata stava appoggiata alla mia gamba (manco fossi una colonna) e faceva una simpatica scenetta da “Guardatemi, guardatemi!” per me, la sua mamma e Sbì.

F ..ecco, adesso mi diventerai anche una bimba vanitosa!
F ma quando poi trovi il fidanzato all’asilo, mi racconti tutto, vero?
CV (sottovoce) ovviamente poi mi riferisci tutto
S eh, certe cose non si raccontano alla mamma ma alla zia

Zia a chi??!

Micia prodiga

Ieri sera è sparita la bimba Mac (Naftalina, per gli amici).

Oggi a tavola guardavo sconsolata i miei e abbozzavo un “Dite che vado a vedere nel bosco?” (dove di solito il vicino “gentile” scarica le carcasse dei miei gatti..) quando con la coda dell’occhio ho visto un movimento.
Era la signorina che tornava. Chissà da dove..

Puzzle

..è che poi arrivano nuove info che non è che stravolgano quello che penso ma fanno un po’ strano.. vanno aggiunte e modificano un pelo la prospettiva..
e mi fanno sorridere. Chissà perché.

(..in fondo è la seconda volta e dovrei esserci abituata a questi “raffinamenti successivi”..)