..è che a volte mi salgono spontanee delle parole che vorrei dire..
(..dire, non scrivere..)

Pensate a cose straordinarie, saranno loro a portarvi in alto
Disegnate una retta inclinata a 30°, immaginate di rotolare sulla retta da sinistra verso destra e osservate il vostro moto sull’asse verticale.. :-))
..è che a volte mi salgono spontanee delle parole che vorrei dire..
(..dire, non scrivere..)
A Roma ci sono già troppe fontane.
(..caliamo il sipario..)
È qualche giorno che mi sveglio con l’ansia.
Di non finire cose sul lavoro, di non trovare casa nei tempi stretti che ho, di avere la macchina fuori uso.. angoscia di tutto insomma.
Sono almeno due giorni che l’angoscia si stempera in piccole cose che succedono di primo mattino.
Ieri ho archiviato le angosce pecuniarie perché mi hanno pagato Marzo. E poco prima l’avv mi ha dato quella che può essere una buona notizia e che comunque è un passo verso la conclusione di una spiacevole vicenda.
Stamattina mi ha chiamato un’amica per ricordarmi che domani sera lei c’è e per manifestarmi la sindrome da abbandono ;-)
..e poi oggi c’è sciopero, Roma è nel caos.. chi mi chiama? Un piccolo diavolo.
(..è difficile rimanere angosciati nel mezzo delle risate..)
Sabato mattina sveglia all’alba e poi volo a bassa quota per le autostrade semideserte per accompagnare Delphine a Malpensa.
Sabato pomeriggio mi sono addormentata guardando La vita che vorrei e mi sono risvegliata sull’amami ancora.. fallo dolcemente della Nannini, sui titoli di cosa (anche detti titoli a batuffolo) e come uno zombie ho offerto un caffè a una cugina in visita.
Domenica mattina invasione mammifera all’alba.
Domenica pomeriggio mi sono addormentata mentre facevo cose al pc, poi mi sono risvegliata e sono andata ad accudire la Jolly Roger, che perde olio.
Lunedì mattina i miei partono per la Tunisia e io ho vinto il gettone da tassista. 3 ore per fare casa-aeroporto-ufficio (uscita alle 6:30 sono arrivata alla scrivania alle 9:20).
(..sono già stanca..)
F cmq sappi che qui ci sono gli ormoni in giro, eh..
F sono mesi che non *bacio* un uomo
F ci pensavo ieri sera
F dopo aver salutato (baciato) ..
F che però non conta
F e oggi guardando il film
F quando i protagonisti si lasciano andare
F e si danno un sacchissimo di baci
F mi è preso un coccolone!
F non sono solo i baci
F e il sesso
F ma le coccole..
F ho bisogno di coccole
F essere abbracciata
F tenuta stretta
F non sai cosa darei per una serata sul divano o sdraiati sul letto
F a chiacchierare
(..if your lips feel hungry and tempted, kiss the rain and wait for the dawn. Keep in mind: we’re under the same sky and the night’s as empty for me as for you..)
D ..the second one is the right one
D believe me!
F rotflol
Tato beccato a imitare la stella..
F (cmq tu copi il mio stile, eh!)
D sì
D cioè
D io
D quando leggo qualcosa che mi piace
D lo provo
F eheheh
D e mi piaccio :P
D sono un ladro :P
(ve l’avevo detto io, ve l’avevo detto io!)
Seduta nell’angolo dell’osservatore esterno, col caos intorno a 240°.
macchine mezzi pubblici pullman ambulanti Green Line Tours Roma bici (bici!) taxi pedoni migliaia di turisti. Turisti sul ponticello che ascoltano la guida, turisti in fila indiana che marciano verso San Pietro in Vincoli, turisti in coda per entrare al Colosseo, (una nuvola), un elicottero, una signora in rosa che sembra sua figlia, una vecchia Vespa, turisti alle mie spalle che fotografano, una ragazza ferma in un angolo con una borsetta che sembra una torta (o forse è una torta che sembra una borsetta).
Metà dei turisti fotografa in controluce e fra due giorni si chiederà “come mai è venuta così scura?” e deciderà che è ora di cambiare macchina. Un miniautobus. Bianco. Un nonno al cellulare con nipote irrequieto, (io che faccio strani disegni per collocarmi), coloratissime famiglie con figli, turisti cinesi alle mie spalle che si fotografano usandomi come sfondo, (ai miei piedi lo zaino lo zainetto il sacchetto coi libri la giacca di renna. Per tacere del contenuto di ogni cosa).
Un pensiero estemporaneo sull’occhio fotografico di ieri sera e sulla voglia di saper disegnare di stamattina.
Una ragazza sui rollerblade portata a mano da un’amica. I totem più disparati. Una chitarra in lontananza. La ragazza con la borsettorta è ancora lì che aspetta. Fiduciosa. Ogni tanto scruta, ogni tanto passeggia. (il vento). Le campane si inseguono. (regolo e carico l’orologio). Una vecchia 500 bianca col tettuccio aperto e la testa del conducente che sporge.
(sono di nuovo sola. Sulla panchina dietro di me ci sono appoggiati dei jeans. Sembrano seduti. Come se il loro contenuto fosse evaporato e loro fossero rimasti adagiati lì)
Una capogruppo si ripara dal sole sotto un ombrellino giallo. Si ferma una sw grigia. La ragazza con la borsetta sale, mentre la torta viene messa nel bagagliaio. (una coccinella ha fatto un giro sul mio braccio, mi porterà fortuna?). Alle mie spalle un signore alla finestra ascolta musica in spagnolo.
(..e pensare che ieri sera passeggiavamo nel tramonto dove ora brulicano miliardi di turisti..)
Potrei fare un elenco di cose tipo:
Sonno. Treno. Sfighe. Niente casa (solo due affittuari che mi vogliono terribilmente come inquilina). Sole, vento.
..oppure esordire parlando dei miei piedi, anzi, lasciando parlare loro (che avrebbero un sacco di cose da dire).
Oppure tacere, perché questo post ce l’ho dentro, insieme a miliardi di cose che vorrei dire ma che non dirò :-P
È stato un weekend di salti col paracadute, sapendo che avrei avuto un morbido agente immobiliare (ormai privo della guancia sinistra, consumata di baci) su cui atterrare in caso di bisogno.
Lunghe ore passate in treno a sonnecchiare e leggere (“Addio piccole donne”, prossimamente bloggato qui) e ascoltare i discorsi un paio di scomparti più in là (sì, mi toccherà leggere l’ultimo coso di Tiziano Terzani, perché ormai sono curiosa.. “Se vai a stare in un posto e studi la sua storia, allora sai chi sei e cosa stai facendo, se no sei un coglione”.. sono già stata orgogliosamente cogliona quando ho votato, devo tornare a esserlo per la mia ignoranza?)
Quattro chiacchiere tra i letti a castello con una fanciulla francese e una americana (incredibile, sono in grado di parlare in inglese alle 11 di sera, facendomi anche capire..), l’impressione strana di dormire con la finestra aperta e quasi senza coperta, il risveglio a step successivi, la doccia, 8 cambi di maglietta (ma che clima avete qui?) e si ricomincia dove ho finito la sera: davanti a Termini.
Un caffè di risate, un diavolo sonnolento dalla voce remotissima, poter toccare Porta Portese edizione cartacea (oddio, esiste veramente), comprare la cartina coi mezzi (uno dei tre must dichiarati della giornata), trovare un ponte per dormire la notte (perché al micio riesce al primo colpo?), arrivarci (il tuo amico non può stare qui.. va bene che è un gatto ma, giuro, non è pulcioso) e ripartire. Nel sole.
Sbirciare gli annunci nelle agenzie immobiliari, pianificare la giornata, passare davanti al mio ufficio (non so il numero, ma corso vittorio emanuele ce lo siamo fatti tutto, quindi ci siamo passati, no?) e intanto aprire parentesi e inseguirle a ritroso cercando di chiuderle e ridere di tante cazzate.
Mi mancava ridere così, per niente. Ho fatto bene a venire.
Il Tevere, Castel Sant’Angelo, la pappa, Cola di Rienzo, la libreria.. infinite chiacchiere di libri, libri in lingua originale, la risata spontanea di fronte all’orsolibro (non si può non prenderlo), un libro ricevuto. Un “ping!”, una villa che sembra abbandonata, “citofoniamo all’associazione giapponese?” “no, dai, a quest’ora ci rispondono anche”, un giro di danza perché i minuetti si ballano anche sul marciapiede!
Chiacchiere nel sole sul trucco e sulle labbra, il primo monolocale, il micio del proprietario, la casa del proprietario.. la Treccani che ci mostra orgoglioso e quei fascicoli a parte che sfoglia per mostrarci un biglietto e la tentazione incredibile di allungare una mano e sentire quella carta sotto le dita e scoprire se l’inchiostro è in rilievo. Il bus e il tram e le chiacchiere di due zabette che fantasticano sul futuro e tranciano sentenze sui personaggi e sui luoghi appena visti.
Tutte le valutazioni del caso su Trastevere, l’odore di pulito, la casa ampia, il soppalco col letto (bello!) e la tristezza del buio.
Sono stanchina, devo fare una doccia. Via Cavour è un’enorme canna intasata da una manifestazione che manifesta la sua esistenza e nulla più. Un bacio e un appuntamento, e via, un quarto d’ora per ripartire verso Termini.
Mi sento bella. Una di quelle sensazioni senza ragion d’essere che prendono ogni tanto.
Un telefono che non telefona, un orso e un altro giro per Roma. Cani, rovine, il Colosseo, “dove porta questa strada?” “in alto”, il tramonto in lontananza attraverso un arco, fontane ovunque. Sassolini nelle scarpe e gradinate, cavalli scolpiti con poca grazia, un guacamole che non va bene, chiacchiere su amici, case, wiki, cose da ripetere, fontane in cui bagnarsi, la struttura della città.
Ebbene sì, lo confesso.. preferisco la Fabriano a Prada. Potrete mai perdonarmi?
A parte che pensavo mi lasciassero fuori.. non è male :-)
Ho due compagne di stanza (più due che non ci sono): una americana e una francese con cui abbiamo scambiato qualche parola in inglese. Sono carine!
È pazzesco il clima che c’è qui.. siamo a letto con la finestra aperta e io ho il pigiama lungo.. e ho caldo!!!
Vediamo domani com’è.
E comunque la sfiga continua perché mi hanno cancellato la prenotazione per domani.. schifosi.
Vediamo cosa trovo da dormire.. male che va il Micio mi ha detto che mi ospita lui..