..rimangono tracce di questa settimana sui nostri blog, su flickr, nelle rane che farò (ma la troviamo da qualche parte la citazia di Mishima?), nei pensieri che mi trascino dentro e nelle risate che sento ancora.
Bello, grazie. Torni?
C’est moi
Dicono sia stata una notte buia e tempestosa.. l’unica cosa che so è che non mi riconosco.
So listen to the radio
Ascoltare fa venire voglia di parlare.
Tanta.
Yawn!
Non sono più abituata a dormire con qualcuno.
Succede che mi sveglio al minimo movimento (in realtà anche a quelli di PensieroProfondo, ma va beh) e imparo cose sullo stile di nanna altrui.
A Metti tu la sveglia?
F Sì
A (..zzz..)
(..e capita di ritrovarsi a sogghignare nella notte, osservando le “navigazioni” altrui o uno sguardo nottambulo perso..)
Donne cineaste
A nell’ultimo film che ho presentato a Cannes di cui sono regista, protagonista, attrice non protagonista, sceneggiatrice, ..
F lol
(..ma sopratutto, quante cazze di piattaforme petrolifere ci sono in giro sul Tevere ultimamente?)
Il tempo va, passano le ore
Salendo in macchina e buttando l’occhio all’orologio ho pensato di essermi confusa e di aver guardato la durata della canzone.. come potevano già essere le 2?
Ora.. l’ultima volta che ho guardato l’orologio erano le 23:30 e il concerto era appena finito. È vero che poi abbiamo chiacchierato e siamo andati a spasso, ma mica mi sono accorta di essere stata in giro tanto.
(..il problema è stato arrivare a casa alle 2:30 assolutamente sveglia e iniziare a ripetermi “Devi dormire, domattina vai in ufficio!”)
Campo
via del Campo c’è una graziosa
gli occhi grandi, color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa
– Fabrizio de André, Via del Campo –
(..sono giorni che la canticchio.. forse frequento troppo un altro Campo..)
Paulonia
In piazza della Chiesa Nuova (ossia accanto al mio ufficio) c’è una enorme paulonia.
Tutte le volte che passo di lì mi allungo ad accarezzarne il tronco.
L’ho fatto il primo giorno che sono arrivata per darmi una botta di realtà.. la sensazione della corteccia sulla mano, che rimane per un po’, la sagoma familiare (ho una paulonia in giardino, proprio davanti a casa), il fatto che sia praticamente l’unico albero della via, che sia enorme, che faccia tanta ombra.. non lo so.
È un albero amico e mi piace passare a salutarlo.
Piove sulle case vecchie e sulle nuove spose
Veramente stavo andando da Feltrinelli, per spaparanzarmi sul comodo divanetto, leggere un libro in santa pace ed evadere qui dal loculo, che mi fa tristezza quasi anche dormirci.
Poi hanno iniziato a cadere le prime gocce e arrivata a metà strada pioveva mica male.
Largo di Torre Argentina era vuoto, spariti gatti, turisti, romani.. manco i venditori di ombrelli erano in giro. L’improvvisa assenza di persone, la pioggia insistente che mi faceva ridacchiare pensando a uno
Un angolo asciutto per consultare la cartina, un’occhiata al cielo e poi il passo svelto per arrivare prima che sia finita.
Sull’angolo mi travolge uno scroscio sghembo, la gamba destra è completamente fradicia, e allora? Non è quello che volevo?
Via del corso è un delirio, persino il vigile si è nascosto dentro una vetrina per evitare l’acqua.
Ombrelli che gocciolano, pozzanghere, K-way, cappucci improvvisati con sacchetti, goccioloni che cadono dai cornicioni, vetrine e portoni e antri vari intasati di gente, venditori di ombrelli che tentano insistemente di vendermene uno (e un pensiero costante di sottofondo “al prossimo rispondo: no, grazie. Ho smesso!”), le vie fintamente vuote, i sampietrini lucidi. Quale sarà la strada? Boh! Un po’ a naso, un po’ consultando rapidamente un’altra volta la cartina, un po’ perché ormai la zona è quella, ci sto arrivando.
Ho rinunciato da un po’ a provare a camminare rasente i muri, c’era troppa folla, troppi goccioloni, troppo.. compromesso. Ho deciso di bagnarmi e mi bagno, in mezzo alla via pedonale, scansando ancora e ancora i venditori di ombrelli (ma quanti sono? uno per ogni goccia di pioggia?)
Ed eccola. Lì.
Per una volta sembra che incuta timore.. non c’è nessuno nell’arco di almeno 5 metri. Tutti assiepati al riparo dai cornicioni.
Mi fermo al centro, di fronte. Ferma a sentire e guardare e gustare.
3 minuti di Fontana di Trevi, sotto un cielo gocciolante ma non ancora quanto vorrei, all’inizio di giugno.
Colgo un movimento con la coda dell’occhio, poi un altro. Pare che qualcuno abbia dato il via, decidendo che non piove più e i turisti riprendono ad assieparsi.
Mi appoggio a un muro e guardo incantata la fiumana che riprende a scorrere, poi mando un sms e riparto tra le pozzanghere e i sampietrini che riflettono un raggio di sole.
Peccati
Vorrei essere amata per le mie indubbie doti e i miei altrettanto indubbi enormi difetti, e non.
