Stream of consciousness

Mi sono resa conto che l’unico momento della giornata ”a mente libera” in cui i pensieri possono vagare e associarsi liberamente, è il breve tragitto (5 minuti circa) dal garage in cui lascio la macchina alla stazione.
Prima sono troppo presa ad avviare la giornata, poi in treno dormo, poi c’è l’ufficio.. sulla via del ritorno sono troppo pensierosamente concentrata o troppo attiva per lasciarmi andare, la sera la passo a parlare, cazzeggiare, fare..

Oggi ho fatto un percorso tortuoso, partendo da cose dette nella notte, passando per un ex-segreto che G ha condiviso con me (grazie!) e sono in qualche modo arrivata al “far capire”. E lì mi sono messa a ridacchiare tra me e me, ricordando scene del passato.
Pensavo a una discussione avvenuta anni fa tra me e il topo, di cui non ricordo assolutamente la materia del contendere, ma solo un paio di battute. Io che gli rinfacciavo “ma io te l’ho fatto capire!” e lui, assolutamente fuori dai gangheri, che urlava “Ma come me l’hai fatto capire? Io non ho capito! Ma perché non l’hai detto e basta?” al che io ero scoppiata sonoramente a ridere uccidendo la discussione :-P

(c’ho messo un po’ ma poi l’ho capito: gli uomini non conoscono la sottile arte del far capire, non si immaginano nemmeno di dover/poter cogliere.. tranne rare eccezioni)

Labirinti

Nel bel mezzo dell'(orrida) adolescenza avevo teorizzato e attuato la tecnica dei labirinti.
Quando la mia vita diventava un casino e non sapevo più da che parte girarmi, l’unico modo per uscirne era cambiare tutto. O cambiare il più possibile.
Come fa una persona intrappolata in un labirinto senza uscita a uscirne? Facendo saltare il labirinto.
Ovviamente il tutto era corredato da infiniti esempi di labirinti senza uscita disegnati durante le ore di scuola.

(..mi sento un po’ intrappolata. Vorrei far saltare il labirinto ma ho un po’ paura. Anche se un tenero amico mi ha detto che la mia follia è bella e mi ha regalato un enorme sorriso..)

Lover

Ho un amante insaziabile e fantastico, che ha iniziato a protestare per il tempo che (non) gli dedico.
Non gli bastano più 4 ore tutte le notti.. adesso non mi lascia in pace nemmeno sul treno, sui mezzi pubblici, nelle sale d’aspetto.

(tutti i torti non li ha, il mio amato)

Richard Scarry

Ci sono cose della mia infanzia che mi porto dentro e rimarranno sempre con me. Il mondo di Richard Scarry è una di queste.

Milano, Policlinico, h. 14 (pioggia battente)

Alle 14:30 ho un’intervista via telefono per la radio (Radio Radio, il Salvalingua, in onda tra una settimanella), mi trovo nel mezzo della cittadella Ospedaluniversitaria in pieno centro di Milano e ho bisogno di un posto non troppo rumoroso e preferibilmente all’asciutto.

Tento con un’aula, ma ci sono gli studenti e anche l’anticamera è troppo rumorosa. Non ci sono molte pensiline sotto cui fermarmi nei pressi dei vari padiglioni, ma trovo un angolo dove mettermi.
Ho cannato l’orario e sono in anticipo di un quarto d’ora, quindi tento qualche altra sortita sotto la pioggia ma con scarsi risultati, per cui mi rassegno a tornare nel mio angolo e aspettare.

Mentre aspetto non ho altro da fare che osservare. E sentire.
Dopo qualche minuto ridacchio tra me e me rendendomi conto che sto studiando incuriosita tutti i rumori e che nella mia ansiosa ricerca di un luogo silenzioso risultano notevolmente amplificati.
Rido perché mi guardo intorno con l’occhio di Richard Scarry, abolendo ogni prospettiva e disegnando sulla mia retina una scena bidimensionale dove quello che conta sono i fumetti per ogni rumore e l’occhio curioso della Zigo-Zaga.
Nella mia testa si è chiamato “I rumori della città”, ma una breve googlata mi ha fatto trovare “Il libro dei rumori”. Le sapeva proprio tutte lo zio Richard!

(il tagliando è andato bene, la senologa mi ha addirittura dato il bollino d’oro :-P)

Consigli

G prendi un libro, mettiti a letto, poi dormi fino alle 10.30
F uhm
F posso fare una sostituzione?
F al posto di “libro”..
F il resto della frase rimane :-D

(..recitare la mia parte. Già, perché c’è sempre una parte da recitare! Si farebbe molto prima se lei tornasse vestita soltanto del bicchiere..)

Autolesionismo/2

M Non puoi andare avanti a dormire 4 ore a notte!

..infatti stanotte ne ho dormite 5.. (e comunque sospetto che Mac faccia la spia, altrimenti non mi spiego come se ne sia accorta).

Sala conferenze. Slide proiettata.
Vedo bene solo il titolo, il resto è sfocato e devo strizzare gli occhi per indovinare cosa c’è scritto.
Se prendo appunti e poi alzo lo sguardo è un disastro, vedo da schifo pure il titolo.

(la mamma ha sempre ragione)

Autolesionismo/1

L’altra mattina venendo in macchina in ufficio ero immersa nei miei pensieri e mi succhiavo il labbro inferiore. A metà mattina mi sono accorta di avere un simpaticissimo graffio orizzontale sotto il labbro.. mica mi ricordo di essermi morsicata.. :-|

(o avevo pensieri così tetri?)

Elioterapia

Affrontare la giornata guardandola in faccia, scegliendone il lato migliore: seduta sulla banchina ad aspettare il treno, tutti sono rivolti verso i binari, io gli volto le spalle e sonnecchio “..col sole in fronte!”

Nella sonnolenza divagano oziosi pensieri sulla scia della notte. Mi piacciono le persone, mi piace infilarmi nei loro meandri. Mi sono piaciute le chiacchiere notturne. Niente di trascendente, ma lo trovo comunque un dono prezioso.

(l’unico uomo che abbia mai fatto ingelosire il mostro.. ah, il fascino sottile degli uomini che mi viziano!)

Virtualità

CM
Ieri mi sono accorta che mi sento troppo virtuale. Le persone che sento più vicine stanno a mille miglia da qui.. le sento tutti i giorni, ma le vedo una volta ogni tanto.
Ho bisogno di un po’ di presenza fisica, di stropicciare ed essere stropicciata.

L
Un pomeriggio sbattuto via per un errore altrui.. Non è colpa sua, è mortificato e tutto.. però posso essere scazzata? Porca miseriaccia zozza!

PA

Niente pubblica amministrazione, ma solo pubblica ammenda.
Il gatto aveva ragione.
Meglio gli spigoli degli stoccafissi. Non c’è paragone.

(ma l’ormone invernale è pazzerello, si sa..)