Cavigliosi

Ieri sera alle 21.30 passate, al rientro da una giornata di lavoro, mentre mi mettevo i calzoncini nella speranza a) di dimenticare la giornata lavorativa e b) di rinfrescarmi un po’, mi è cascato l’occhio sulle mie caviglie.
Erano talmente gonfie che le ho accuratamente tastate mentre mi cercavo di ricordare se avevo preso delle storte poi prontamente dimenticate: l’ultima volta che ho avuto una caviglia di quelle dimensioni, è stato quando me la sono rotta.

(..per fortuna che siamo a -3 alla partenza..)

La pantera e la madama

Stamattina in piazzale Cadorna:

F ma guarda, quell’auto della polizia ha disegnata dietro una pantera!
S e certo, perché pensavi che si chiamasse pantera?
F uhm.. perché lo dice il Cerutti Gino?
(..)
F e la madama cosa c’ha disegnato dietro?

(..ma che rogna nera quella sera/qualcuno vede e chiama/veloce arriva la pantera/e lo vede la madama..)

Mal di piedi

Quando era piccola mia sorella tendeva a schivare i lavoretti che le toccavano e crescendo ha iniziato a usare le scuse più improbabili, finché non ha trovato la scusa standard volutamente falsissima che è: “mi fa male un piede, non lo posso fare”.

Ecco io a metà di un lavoretto scemo mi sono accorta che sto ravanando dentro un vaso di Pandora e ho annunciato al mondo “mi fa male un piede, non posso più lavorare”, poi tra lo sgomento generale sono andata a bermi un caffè.

(..il giorno che un membro della famiglia si farà – malauguratamente – male ad un piede sul serio, avrà grosse difficoltà a convincere gli altri della sua sofferenza!)

Sketch: le “i” di Apple secondo mammà

Mammà ha voluto l’iPhone dopo averlo visto in mano ai colleghi. Ci ha messo mesi a convincersi a spacchettarlo e usarlo, ma adesso è un felice utente.

Stamattina in macchina con me e il babbo chiedeva:

M Cos’è l’iPad?
S una cagata per ascoltare la musica..
M ma no, non l’iPod, l’iPad!
S ah, allora non lo so.

Io ero piegata in due dalle risate: mammà, tecnoniubba, che distingue iPhone, iPod e iPad e bacchetta il papà era fenomenale!
Poi le ho spiegato cos’era l’iPad e lei mi ha detto che è bellissimo.

(..non siamo ancora riusciti a svelare il mistero di dove abbia visto un iPad, ma lei sorride sorniona e non confessa!)

Anche no

È che oggi mi viene proprio da vomitare.
Dopo giorni di sottile mal di testa, imputati finora al dirimpettaio che urla troppo al telefono e al troppo caldo notturno che fa dormire male.

Invece è nausea da mail forbite, da lunghi conti che non servono mai a nulla, di cose rinfacciate in cui non c’entro nulla e di troppi ruoli che non ho mai chiesto ma che pare proprio non possa rifiutare.

Magari vomito davvero. O magari continuo a scrivere che è un altro modo per vomitare, un bel vomito di testa..

Che poi dò sempre la colpa alla PMS e invece no, non c’entra niente. Stavolta me lo scrivo anche.

10 cose che odio del mio matrimonio

1. i fiorai. Dire a una che conosce tre fiori in croce che a giugno ci sono tutti i fiori che vuole è come ficcarla in un pentolone di pece bollente
2. le partecipazioni. Non si finisce mai di inviarle!
3. la tizia delle bomboniere. Ne abbiamo ordinate x, ce ne ha consegnate x/2 in un mese e insiste che ha consegnato tutto.
4. tutte le cose belle che ci sono a giugno di quest’anno e a cui sto dicendo “no, grazie” perché mi sposo. Da 5 anni giugno è un mese vuoto per me (a parte Festambiente).. quest’anno fioccano inviti da tutte le parti
5. mammà che collabora su quel che vuole e non su quel che mi serve

(..to be continued..)

Costosa vecchiettitudine

Negli ultimi due colloqui che ho fatto (non so se come consulente o per un posto fisso, credo non fosse chiaro nemmeno ai miei interlocutori) ero perfetta per il ruolo che cercavano (a sentire i miei interlocutori, intendo..) ma nulla è successo perché, a dir loro, costo troppo. Ok, loro erano startup, ma non puoi cercare un senior e pretendere di pagarlo come uno junior!
Ieri ho riassunto tutto questo su Gtalk impostandomi come stato “sono vecchia, so tante cose e costo cara“. In realtà non costo cara, ma costo commisuratamente alla mia esperienza e sono vecchia solo se mi paragonate a un neolaureato!

La cosa divertente è che sono passate quattro diverse fanciulle a condividere questa mia sensazione e la nostra età varia dalla mia a +10 (circa).

Magari lo scrivo su LinkedIn..

L’ultimo saluto

Questo inverno malefico che va, viene, torna, c’è di notte ma non di giorno, ha distrutto il mio balcone.
L’avocado che avevo amorevolmente fatto crescere dal seme sul mio terrazzo romano e il cuscino della suocera che mi ha tenuto compagnia nel primo Natale romano, nella mia prima microscopica casa, non ci sono più.
Ci lascia anche il geranio, gentil dono del sig. N durante una gita al Re Merlino a Porta di Roma per indurmi a smetterla di raccogliere tutti i rametti spezzati di geranio che trovavo girando per il settore piante.

Restano al momento la rosellina del Brico, nonostante tutti gli anni la dia per morta e mi costringa ad eterne lotte con gli afidi; Mimì&Cocò e le numerose agavi (da trapiantare). Tra i nuovi arrivi 6 diverse primule, una più colorata dell’altra, e un ciclamino (che però mi muore sempre e poi è un problema perché le gatte se lo mangiano amorevolmente).

Al posto dei cari estinti pianterò pomodori (che sembra un omaggio a Una cena quasi perfetta, ma giuro che non lo è!)

Tappati il naso

Sabato sera a cena discorsi serissimi sulla politica e sul voto, accese discussioni con uno dei commensali che è astensionista da sempre.
Io non amo discutere di politica, è uno di quegli argomenti che mi fa lentamente sparire a lavare pentole e affini pur di non partecipare e credo sia una cosa che mi porto dietro dall’infanzia: quando si parlava di politica a tavola durante le riunioni di famiglia, mio padre e i miei zii finivano sempre per litigare. Devo ancora conoscere delle persone che riescano a discutere di politica in maniera pacata, tant’è che sabato il sig. N ed E un po’ si urlacciavano.

(..cmq anche a questo giro mi sono turata il naso e ho votato..)