Incipit

Questa è la storia del piccolo puffo che credeva di essere Peter Pan e invece assomigliava a Campanellino alla guida di uno Scania, che divideva la sua vita con uno gnomo ma un bel giorno si invaghì di un elfo e fuggì in una tenda monoposto verso l’umido del weekend, perché l’importante alla fine è avere qualcuno che ti scaldi.
Questa è la storia della zingara che faceva sangue, che portava negli occhi la fierezza della sua terra e nella ciucca il vento dell’Europa, che con un gesto generava uno Tsunami ma che stava imparando a dominare la tempesta per coltivare le sue rose, perché solo i fiori con le spine meritano.
Questa è la storia dell’elfo di cui sopra, delle strane storie che narrava da sobrio e del languidume che lo assaliva da brillo; della passione per gli scherzi, per le tende monoposto e per i piccoli puffi.
Questa è la storia di una lurkatrice folle, che passò un’estate vivace di telefonate, ad ascoltare una storia in fieri come fosse vera, appassionandosi per i personaggi che talvolta le parve pure di incontrare (per tacere di certe istigazioni).
Questa è la storia dell’arguto socio e dei suoi traffici, dei biechi tentativi di strappare un sorriso e dell’incredibile fascino con cui conquistava le trentatreenni a vita.
Questa è la storia di un sms e della mia lotta a rimanere ancorata ai miei 3 anni, per non compierne 16 la terza volta.

(..in verità questa è una storia moolto più lunga, ma stasera avevo voglia di qualche incipit!)

Sento cose..

..che mi fanno rimanere il pranzo sullo stomaco e venire i brividi, se penso a chi le consente.

(..non ditemi *mai* con chi devo vivere..)

Le mele e il tempo

Ho un sacchetto di mele sulla mia scrivania in ufficio. Le mele mi fanno sempre pensare a Jo, che si chiudeva in soffitta con le mele e il suo romanzo a scrivere come una dannata. Io non ho una soffitta, le mele mi piacciono a fasi alterne della vita ma lo scrivere mi perseguita sempre. Quaderni, appunti, diari, blog, agenda, calendario, post it. Ieri sera lasciavo messaggi a una fanciulla che lavora con me appiccicandole post it sulla tastiera invece di mandarle una mail.
Capita così di iniziare una giornata sconfortata, 8 ore esatte dopo essermene andata dall’ufficio ci sono di nuovo dentro.. nel frattempo mi sono beccata un’acquazzone che poi è diventato una grandinata, ho perso il senso dell’orientamento grazie ad una strada chiusa per allagamento, ho mandato sms scemi, ho abbracciato stretto il signor N che mai come ora c’è, ho mangiato schifezze da sola sul divano col pc nuovamente in braccio, incazzandomi per alcune mail e intrattenendo conversazioni ambigue su skype mentre una gatta cercava di ciularmi il cibo, mi sono goduta l’acquazzone che mi ha nuovamente raggiunta, ho dormito, ho fermato e rimesso la sveglia, ho fatto la doccia, chiacchierato, pensato, ho preso la macchina e mi sono buttata nel traffico, ho pensato ai problemi di un amico e l’ho chiamato, mettendomi a discutere a orari impensabili dei problemi di un cookie e di come un hacker rumeno potesse aver fatto saltare un sito, ho parcheggiato sulle strisce gialle strafottendomene come da giorni ormai, ho armeggiato con le chiavi perché non ho ancora memorizzato in che verso inserire la chiave, ho spalancato la finestra del mio ufficio perché qualcuno ha spento il condizionatore o forse non va di nuovo.
Sono preoccupata per i soldi, per il sabotaggio del meeting, per le scadenze e soprattutto per le persone. Il problema non sono tutte le cose che faccio.. sono più quelle che non faccio perché non ci sono le condizioni.. e soprattutto pesa il peso delle responsabilità, delle cose non dette che non sono cretina e vedo che abbondano, delle non certezze con cui mi nutrono tutti i sacrosanti giorni e che io testardamente cerco di trasformare in certezze, impegnando l’unica cosa che ho: me stessa.

(..Jo sono io..)

Non c’è proprio verso

Sono passati poco più di due mesi dalla loro ultima vacanza che già ripartono: la meta questa volta è la Bulgaria.
Per qualche strana ragione sono convinta che siano andati col solito viaggio organizzato e invece oggi pomeriggio mi chiamano disperati che il loro volo è annunciato con non si sa quanto ritardo e non hanno prenotato un albergo a Sofia e non hanno voglia di dormire in aeroporto.
Indovina indovinello chi è che deve inseguire gli alberghi intravisti da mia madre e incrociare le sue pare con i requisiti di mio padre e trovargli un posto?
Appunto.

(..prima o poi gli sego anche il passaporto, carta di identità and so on! Del resto anche Ugo concorda che sono pericolosissimi: oggi ho notato che sul suo profilo su skypcoso ha la data di nascita di mammà e le ho chiesto come mai se l’è messa.. “la mamma a un certo punto è entrata nel mio profilo e ha cercato di intestarselo.. bisogna stare attentissimi, ti cambiano la personalità quei 2 lì!”)

Dannati feticisti!

E cmq ogni volta che aggiorno ubuntu io godo
E e adesso godo
F stella
F ti accontenti proprio di poco ;-)
E 77 aggiornamenti evvai
E in effetti
F :-D
E era un po’ che non lo accendevo…
(..)
E ma ti rendi conto, sta ancora aggiornando
E che figata
F è per prolungare il tuo piacere!
E sì guarda lascia stare sono un feticista
F l’avevo intuito
E della barra di download :)
F /me annuisce
E poi quando dice “attendere potrebbe richiedere qualche minuto” lì è¨ il massimo
F no comment
E ahaha
F tu hai idea che potrei usare le tue affermazioni contro di te?
E :-o
E no, ti prego

(..scusa, la tentazione era troppo forte!)

Per le pippe serie di lavoro, invece, ti telefono

È che le bimbe hanno fatto gli occhi dolci al signor N o forse ci ha visto truccarci in 3 davanti allo specchio del bagno e alla fine si è tuffato dentro la doccia ed è venuto alla festa con noi.
..e arrivati alla festa dopo aver scalato una montagna su per delle mulattiere, ci siamo presentati ed E ha guardato il signor N e gli ha detto “Ciao, io sono l’amante ufficiale”, tra le risate generali.
Poi c’è stata birra, spiedini, lanci nel buio, rotolamenti per la collina o forse scollinamenti, una voce che mi ha detto “che vergogna..” e due secondi dopo erano avvinghiati a fare danni, c’erano due Alice e si distinguevano per presenza e assenza di orecchie, il Montenegro che alla fine è meno peggio di come ricordavo, un martello che ho ceduto per un chupito che poi non è arrivato.
Mi sono trovata chiusa in un credo bagno con un giovane cavaliere che per salvarmi è uscito dalla finestra mentre finalmente mi liberavano dalla porta.
Ho visto una fanciulla ubriaca parlare in tre lingue e poi addormentarsi sotto un accappatoio leopardato, mentre poco più un là un uomo si faceva un tête-a-tête col prato, un altro giaceva comodamente attorniato da cinque fanciulle, uno dormiva indifferente a tutto e una staccionata aperta sventolava a imperitura memoria.
E io ho il sospetto di aver trovato nell’aria cose che non sospettavo nemmeno.

(..qualunque altra cosa si dica, è chiaramente falsa!)

Full office

AWS ma se tipo..
AWS va beh
AWS lascia
F no, dai
F spara
AWS no no
AWS meglio di no
F sì sì
F daiiiiiiiiiiiiiiiii
AWS no
F
AWS tanto non ci provo
F non fare la bimba
F e non contrariare il capo!
F dimmi

(..rotflol..)