Laboratorio modelli and so on

Il lungo ponte mi ha portato il crollo fisico e la conseguente necessità di non fare nulla. A riprova che dico il vero sul mio naso campeggia un orrendo e scomodo (non fa male, prude e dà un po’ fastidio) herpes, la solita antipatica conoscenza che rispunta quando sono a pezzi.
Così il primo maggio è passato dormendo e passeggiando lentamente, il due tra una grigliata e l’emicrania con due passaggi a letto, il tre all’aperto sonnecchiando ai bordi di una piscina e aprendo la stagione balneare per poi discutere di lavoro, il quattro sonnecchiando ai bordi della stessa piscina, discutendo a lungo di lavoro, finendo di rileggere per l’ennesima volta le gesta di Elizabeth e Darcy, infilandomi nei lavori di bricolage altrui.
La verità è che quando il signor N mi ha vista oggi pomeriggio mi ha apostrofata con un “ciao, bella asticiona!” e io non ho ancora smesso di pizzicarlo con le mie chele.. però non nego che il colore dei miei avambracci è un deciso astice ben bollito :-D
..e quindi mi sono sentita in dovere di andarlo a tormentare (“aspettate che adesso vengo io a spiegarvi come si fa!”) mentre costruiva uno scaffale insieme a mio padre (che poi sono carini: due generazioni a confronto, che si studiano per competenza e tecnica, senza mai nessuno dei due disposto a mollare!).

Compleanni

Il 24 è stato il compleanno del signor N e i festeggiamenti si sono protratti per 3 giorni.
La sera del 24 sono venuti a cena i miei e ho preparato:
* pane carasau con pomodorini, rucola dell’orto del (forse) suocero, bufala alla diossina e olio toscano
* cous cous al curry
* cous cous alla bottarga (olio toscano, aglio spremuto e bottarga)
* cozze e vongole in leggero rosso (olio, aglio, cozze e vongole, un bicchiere di vino, una bottiglia di passata)
(i due cous cous accompagnavano i molluschi)
pan di spagna fatto in casa con panna montata, fragole e cioccolato fuso
Il 25 siamo andati a una grigliata da amici e tutto quel che ho preso arrivava dalla pasticceria :-p
Il 26 sera abbiamo fatto una pizzata nel forno a legna dei miei
Il 27 a pranzo sono venuti i (forse) suoceri e abbiamo offerto:
* pane carasau con pomodorini, rucola dell’orto del (forse) suocero, ricotta alla diossina e olio toscano
* pane carasau alla bottarga (olio toscano, aglio spremuto e bottarga)
* crostini (di pane artigianale in forno a legna) al lardo profumato
* tagliolini al pesto di rucola e gamberi (rucola, panna, mandorle, un po’ d’olio e gamberi)
* duplice arrosto in crosta (lonza e magatello, senape aromatica in semini, mix di funghi freschi e secchi, pancetta a fettine, pasta sfoglia)
* patate al forno (a legna, della sera prima) con funghi
La torta l’ha portata la suocera.

(..per i prossimi 6 mesi pane e acqua..)

Ploof

F ..esci ballando dai frigoriferi dipinto di blu
F e ti ripresenti manco fossi una peperonata
(..)
P noto che come al solito non mi ascolti e cambi occupazione come cambi vestiti :-p
(..)
P quindi hai deciso cosa fare da grande?
F no..
F non ho deciso
F anzi
P ecco
F che devo fare da grande?
(..)
F perché tu sai cosa fare da grande, no?
P certo
P il barbone :-P
F uh
F lavoro profondo
F meditativo
F sìssì
F non hai nemmeno bisogno di pittarti di blu
F per farmi spaventare :-p
P :-P
(..)
F ma perché finisco sempre a parlare del mio lavoro?
P tu sostanzialmente non sei fatta per lavorare
P o quantomeno, per lavorare conto terzi
P tu vai bene per impegni di media durata su progetti singoli
P o sbaglio?
P nel senso, se lavori per qualcuno ti mettono a lavorare su diverse cose nell’arco del tempo
P alcune ti piaceranno altre no
P e finisci per spostarti da milano a roma e cambiare datore di lavoro ;-)
P invece quando ti interessi a una cosa ti ci dedichi molto
P finché non trovi qualcos’altro
P è lo stesso motivo per cui tu non sai che fare da grande
P ;-)
(..)
P ormai sei grande, mica hai bisogno di un altro genitore che ti dica come va il mondo (o di un nonno, nel mio caso) :-P
(..)
P e poi ora sei accasata e di buon umore quindi non ti servono minacce di gente nel frigo per motivarti
F veramente a me mancano i tizi in frigo minacciosi, eh..
P compra un frigo americano e mettici dentro il tuo uomo

La chiacchierata risale ad almeno 6 mesi fa e stava tra le bozze di post che vorrei scrivere che ogni spesso mi salvo. Lui è lui e della chiacchierata mi tengo quel che dopo 6 mesi ha ancora un senso.
Ieri sera non riuscivo a dormire (cosa che ultimamente capita, ahimè, spesso) e ascoltando il signor N dormire meditavo sulle cose da fare, su quelle che faccio e sugli impegni vari.
Dopo 5 anni sto seriamente pensando di prendere una pausa dal wikimondo. Il che significa salutare il board (e mettere fine a questo rapporto “ineffective” in cui mi dibatto da mesi), lasciar andare WMI per la sua strada e iniziare a coltivare qualche nuovo hobby.

(..poi magari non faccio nulla, ma è già un po’ che ci penso e il pensiero rimane..)

?

Perché insomma io le domande me le faccio in continuazione, ma trovare una risposta è un altro paio di maniche. Un po’ come i bambini che attraversano la “fase dei perché”. Perché il sole è giallo, il cielo blu (ussignur, oggi non proprio..) e il prato verde? e se il sole fosse verde, il cielo giallo e il prato blu? (saremmo in un dipinto di Kandiskij o giù di lì, ecco).
..e c’è la fregatura che alle domande bisogna dare risposta, perché se no rimangono lì, sotto pelle, e ti arrovellano più del dovuto e soprattutto quando meno te lo aspetti. Un po’ come le risposte che ti vengono fuori al momento più strano possibile.
Come stamattina alle 5. Io sono sicura che qualche illuminazione mistica di genere non prevedibile stava per cogliermi durante il sonno come al solito, ma è stata interrotta da una gatta nera che mi usava come trampolino di lancio (gorsch!) e non è più tornata. Un po’ come quegli starnuti che si preannunciano facendoti pizzicare il naso per ore e poi zac!, niente, il momento passa e il ricordo del pizzicorino rimane quasi più vivido del pizzicorino stesso. Oppure quelli che ti toccano la lingua mentre stai sbadigliando impunemente a bocca aperta e hai quella sensazione bruttissima come di una peperonata ferma nell’esofago. Ecco, quella.
La risposta che vagola da qualche parte e non si decide ad arrivare.

(..ah, ma io aspetto, eh. Sissì che aspetto. Sulla soglia e col fucile!)

Biscotti di un’altra epoca

Quando ero piccina e trascorrevo le vacanze (pasquali, un pezzo di quelle estive..) in Umbria, la mattina si faceva colazione con latte e biscotti.
Il latte non stava nel solito tetrapack o in una bottiglia di qualsivoglia materiale ma si comprava in buste di plastica (tipo quella della mozzarella, per intenderci) e aveva un gusto diverso, tant’è che i primi giorni non mi piaceva molto. Sapeva troppo di pascoli verdi e di vero latte di mucca per una cittadina come me.
I biscotti erano gnucchi, poco zuccherati e con i semini di anice e andavano tenuti a lungo a mollo nel latte per farli ammorbidire, ma erano fantastici anche a secco.
Quando grandicella sono tornata al paesello ho ritrovato tutti i sapori, i profumi e le persone della mia infanzia tranne i biscotti. Il negozio dove li compravamo aveva nel frattempo chiuso e il forno o le pasticcerie dei paesi dei dintorni ne vendevano solo una pallida imitazione.
Sabato sono passata dal paesello con i miei e chiacchierando mia madre ha raccontato che si è già fatta dare la ricetta dei biscotti almeno tre volte dalla Dora (la signora che li faceva per il negozio che poi ha chiuso), perdendola tutte le volte.
Con la complicità del signor N abbiamo cercato la ricetta in rete e ieri sera li ho preparati.
La ricetta recita così:

Ciambelline al vino
1 bicchiere di vino bianco aromatizzato all’anice
1 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di olio extra vergine d’oliva
farina qb

Noi abbiamo aromatizzato il vino spezzandoci dentro dell’anice stellato e lasciandolo riposare per un giorno, ma credo siano meglio dei semi di anice (da lasciare poi anche nel’impasto) e non sono sicura se vada aromatizzato il vino o solo buttati i semi nell’impasto.. proverò e poi la memoria sentenzierà qual è la via migliore.
L’olio è stato l’altro problema.. l’olio extra vergine (o di oliva, in generale) non va bene, perché è troppo saporito e lascia un certo retrogusto che non ci vuole. Riproverò con dell’olio di semi..

(..quando avrò ritrovato i biscotti della mia infanzia, posterò la ricetta..)

Il grande sonno

La settimana romana mi ha devastato di lavoro e patisco ancora adesso le alzatacce alle 5 di mattina. Credo di aver bisogno di dormire una intera settimana ininterrottamente!

Manager delle gatte

Il signor N ieri sera ha letto il blog e poi mi ha cercata di convincere per ore (in realtà anche stamattina molto presto, contando sul fatto che io stessi ancora dormendo) che lui necessitava di una ulteriore promozione per svolgere al meglio il suo compito.
I limiti che vede alla sua nuova posizione di direttore generale delle micie pelose e a quattro zampe di casa sono:
* le gatte quando si sdraiano hanno zero zampe perché le nascondono (oppure perché passa Jack lo Squartatore e gliele taglia!)
* le gatte quando si “arrampicano” sulla parete per inserire i ragnetti (e quindi si mettono in piedi) hanno solo due zampe
l’ovvia conclusione di tutto ciò è che vuole diventare manager di tutte le gatte.

(..io quasi quasi lo licenzio ;-) )

Questione di gradi

Il signor N è invidioso della mia brillante carriera (sic!) e stasera, per compensare le sue aspirazioni, l’ho eletto direttore generale delle micie pelose e a quattro zampe di casa.

N ..e quelle a due zampe?
F quelle le comando io!

(..poi gli ho anche detto che io piuttosto lo vedrei felice sporco di carbone a lavorare su un treno ;-) )