18:02 – 22:07

T-biz, che diamine.
Preso per la coda perché sono entrata in stazione senza biglietto alle 17:52 e ho visto che il primo treno papabile era alle 18:02 ed era pure interessante perché ci mette solo 4 ore. Quindi mi sono scapicollata con la carta di credito in mano e arrivata al mio binario ho spostato di peso una sciura che si abbronzava davanti alla biglietteria automatica e completato la missione con pieno successo.
Carrozza 9 posto 78. Il T-biz non ferma a Firenze, non si inverte, e la carrozza 9 è quindi lontanuccia da Termini quando salgo, ma vicina vicina a Centrale quando scendo a Milano.
Pc, un po’ di rete, email di lavoro a cui non posso rispondere perché non ho voglia di configurarmi l’smtp per la schedina HDSPA di 3, una scorsa a gmailz, ma ci ho già dato dentro stamattina e ora non mi va.
Ho il sospetto di avere un cd/dvd con qualche film nel driver e invece è musica. Prendo le cuffie dalla borsa, sfilandole dalla custodia del mio fido shuffle argentato e già che ci sono lo metto in carica.
Winzozz lo apre come disco esterno e mi ritrovo a navigare nelle cartelle nascoste cliccando su nomi di file incomprensibili per il gusto della sorpresa della musica che partirà.

CNJU.mp3, il nome della canzone non me lo ricordo, ma il ritmo è caldo, latineggiante, estivo.. sto già disegnando palme e immergendomi in qualche mare cristallino.. e se proprio proprio mi dovesse andare male, sabato voglio passarlo spalmata sulla solita sdraio, pronta a ritestare la temperatura della piscina dopo una settimana di sole.

DQJR.mp3 questa la riconosco dalla prima nota, potrei quasi andare al programma di Papi (com’era che si chiamava?), ci sono io che canto a squarciagola (magari non ora in treno, ecco) e stono più del solito e faccio un sacco di smorfie: la luce rossa dei coralli.. mi specchiavo nella luna.. sei bellissimaaaaaaaaaaaaaaaaa-AHHHHHHHH!!!

EAYA.mp3 questo non vale.. è fin troppo recente nella colonna sonora delle mie sensazioni. Ivano Fossati, C’è tempo. Un regalo di Auro. Sono io a Roma, nella mia prima casetta, così piccina, più vicina al sole e alle stelle, col letto-futon quasi sempre aperto, seduta col pc in braccio che guardo l’azzurro del tardo pomeriggio e annuso l’aria e io e Roma ci guardiamo negli occhi e le nostre pance ci dicono che siamo entrambe ok e che sarà bello viverci reciprocamente. E c’è anche qualche notte in cui la ascolto ossessivamente pensando a chi non capisce e che non sa cosa si sta perdendo.

FBKH.mp3 mi fa tornare indietro di quindici anni. Ne ho 17 e passo da Roma con mia sorella per recuperare un passaggio verso la Calabria, per l’estate calabrese che chiude il filone della mia infanzia-adolescenza. È la colonna sonora del viaggio e come premio ho una copia della cassetta che ascolto quando non sono in spiaggia, perché in spiaggia c’è la Rotonda (il bar appunto rotondo) col jukebox e questa passa un sacco di volte. Ha un suono che adoro e lui mi è sempre piaciuto.. Miguel Bosè, Se tu non torni. L’idea di avere una stella a farmi compagnia mi solletica da allora.

KSRU.mp3 il piede prende a battere e sto proprio poco ferma.. È la gita a Piacenza di due anni fa, io e il signor M dal profondo centro che risaliamo per bagnarci nelle acque gelide del Trebbia. È Capodanno 2007 a Parigi, nel lungo viaggio di andata, dopo una notte in cuccetta, col treno in ritardo folle. Sono le mattine romane quando l’unico modo per darmi la carica per affrontare giornate infinite è il mio shuffle in tasca con il giusto ritmo. Le das tu Corazon, Hélène Ségara.

OZUF.mp3 uh, il liceo che ritorna! Ogni tanto leggevo TuttoMusica e questa cassetta omaggio ce l’ho ancora. ..contro l’autostrada per gli occhi biondi dei ragazzi si faceva a gara.. sentita, risentita, consumata, condivisa con le amiche nel walkman, una cuffietta a testa e via. ..finiremo in quel caffè di Porta Ticinese, canteremo l’arabo, ti bacerò in cinese.. Avventuriera! Che donna la Nannini ;-)

QXEB.mp3 manco per fare la rima.. questo è Baccini con le sue donne, che gli fanno da mangiare, sanno cucinare, odiano stirare e san fan l’amore :-p mi fa sempre sorridere questa canzone, però un po’ mi ci identifico (sìssì, la “tiritera” la faccio mia :-D) e poi mi fa sempre venire in mente me e Ugo, lei alle medie e io al liceo, che cantiamo Margherita Baldacci e spettegoliamo. ..ma ormai è un particolare!

THIJ.mp3 arriva dai momenti trash dell’ex-ufficio e credo di non aver nemmeno mai saputo come si chiami.. È la canzone sgrammatica.. siamo una squadra fortissimi! Le convocazioni calcistiche tra una pallina di carta volante e l’altra. Ah!
UXJL.mp3, Bersani, Freak. Non ascolto più il bolero con lo stesso spirito e mi capita di citare i corsi di campana tibetana quando devo sfottere qualcuno.. ma non mi evoca molto, è sempre stato un ascolto solitario, concentrata sul testo che mi fa sorridere.

VDTI.mp3 mi chiedo sempre chi sia la donna che gli ha fatto questo scherzetto. Insomma non è che lui mi ispiri tutta questa passione, ecco. Però quell’urlo da sempre sfoga, anche quando sei giovine e impari a cantarlo sghignazzando.. e adesso SPOGLIATI!!! Sta Bella senz’anima, che gli avrà mai fatto al povero Cocciante?

XKLC.mp3 sto già ballando. Quello seduto dall’altra parte del corridoio di fronte a me mi guarda male.. non sa che I believe in miracle! Però ecco, a lui you sexy thing magari non glielo dico ;-) Tom Jones. Ma sarà mai lo stesso di Sex Bomb (che per il babbo è “James Bond, James Bond.. you’re my James Bond”!)?

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Intanto sono a Bologna e al telefono col mio socio che mi aggiorna sulla giornatina che mi sono persa e io intanto registro informazioni e idee per le varie contromisure da prendere e per le nuove cose da fare. Un po’ di pianificazione per lunedì, un paio di scambi sul buon vecchio Al Gore, qualche celia.
Poi un sms sul tutto da rifare (strategia, conti e considerazione) e la telefonata che ti salva la vita.
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YLJR.mp3 ci vuole proprio. Alright dei Supergrass. Il dirimpettaio che mi guardava male è sceso a Bologna e posso sculettare impunemente sul sedile.

(..poi passa una persona che conosco, ci mettiamo a chiacchierare e fine della musica!)

Laboratorio modelli and so on

Il lungo ponte mi ha portato il crollo fisico e la conseguente necessità di non fare nulla. A riprova che dico il vero sul mio naso campeggia un orrendo e scomodo (non fa male, prude e dà un po’ fastidio) herpes, la solita antipatica conoscenza che rispunta quando sono a pezzi.
Così il primo maggio è passato dormendo e passeggiando lentamente, il due tra una grigliata e l’emicrania con due passaggi a letto, il tre all’aperto sonnecchiando ai bordi di una piscina e aprendo la stagione balneare per poi discutere di lavoro, il quattro sonnecchiando ai bordi della stessa piscina, discutendo a lungo di lavoro, finendo di rileggere per l’ennesima volta le gesta di Elizabeth e Darcy, infilandomi nei lavori di bricolage altrui.
La verità è che quando il signor N mi ha vista oggi pomeriggio mi ha apostrofata con un “ciao, bella asticiona!” e io non ho ancora smesso di pizzicarlo con le mie chele.. però non nego che il colore dei miei avambracci è un deciso astice ben bollito :-D
..e quindi mi sono sentita in dovere di andarlo a tormentare (“aspettate che adesso vengo io a spiegarvi come si fa!”) mentre costruiva uno scaffale insieme a mio padre (che poi sono carini: due generazioni a confronto, che si studiano per competenza e tecnica, senza mai nessuno dei due disposto a mollare!).

Compleanni

Il 24 è stato il compleanno del signor N e i festeggiamenti si sono protratti per 3 giorni.
La sera del 24 sono venuti a cena i miei e ho preparato:
* pane carasau con pomodorini, rucola dell’orto del (forse) suocero, bufala alla diossina e olio toscano
* cous cous al curry
* cous cous alla bottarga (olio toscano, aglio spremuto e bottarga)
* cozze e vongole in leggero rosso (olio, aglio, cozze e vongole, un bicchiere di vino, una bottiglia di passata)
(i due cous cous accompagnavano i molluschi)
pan di spagna fatto in casa con panna montata, fragole e cioccolato fuso
Il 25 siamo andati a una grigliata da amici e tutto quel che ho preso arrivava dalla pasticceria :-p
Il 26 sera abbiamo fatto una pizzata nel forno a legna dei miei
Il 27 a pranzo sono venuti i (forse) suoceri e abbiamo offerto:
* pane carasau con pomodorini, rucola dell’orto del (forse) suocero, ricotta alla diossina e olio toscano
* pane carasau alla bottarga (olio toscano, aglio spremuto e bottarga)
* crostini (di pane artigianale in forno a legna) al lardo profumato
* tagliolini al pesto di rucola e gamberi (rucola, panna, mandorle, un po’ d’olio e gamberi)
* duplice arrosto in crosta (lonza e magatello, senape aromatica in semini, mix di funghi freschi e secchi, pancetta a fettine, pasta sfoglia)
* patate al forno (a legna, della sera prima) con funghi
La torta l’ha portata la suocera.

(..per i prossimi 6 mesi pane e acqua..)

Ploof

F ..esci ballando dai frigoriferi dipinto di blu
F e ti ripresenti manco fossi una peperonata
(..)
P noto che come al solito non mi ascolti e cambi occupazione come cambi vestiti :-p
(..)
P quindi hai deciso cosa fare da grande?
F no..
F non ho deciso
F anzi
P ecco
F che devo fare da grande?
(..)
F perché tu sai cosa fare da grande, no?
P certo
P il barbone :-P
F uh
F lavoro profondo
F meditativo
F sìssì
F non hai nemmeno bisogno di pittarti di blu
F per farmi spaventare :-p
P :-P
(..)
F ma perché finisco sempre a parlare del mio lavoro?
P tu sostanzialmente non sei fatta per lavorare
P o quantomeno, per lavorare conto terzi
P tu vai bene per impegni di media durata su progetti singoli
P o sbaglio?
P nel senso, se lavori per qualcuno ti mettono a lavorare su diverse cose nell’arco del tempo
P alcune ti piaceranno altre no
P e finisci per spostarti da milano a roma e cambiare datore di lavoro ;-)
P invece quando ti interessi a una cosa ti ci dedichi molto
P finché non trovi qualcos’altro
P è lo stesso motivo per cui tu non sai che fare da grande
P ;-)
(..)
P ormai sei grande, mica hai bisogno di un altro genitore che ti dica come va il mondo (o di un nonno, nel mio caso) :-P
(..)
P e poi ora sei accasata e di buon umore quindi non ti servono minacce di gente nel frigo per motivarti
F veramente a me mancano i tizi in frigo minacciosi, eh..
P compra un frigo americano e mettici dentro il tuo uomo

La chiacchierata risale ad almeno 6 mesi fa e stava tra le bozze di post che vorrei scrivere che ogni spesso mi salvo. Lui è lui e della chiacchierata mi tengo quel che dopo 6 mesi ha ancora un senso.
Ieri sera non riuscivo a dormire (cosa che ultimamente capita, ahimè, spesso) e ascoltando il signor N dormire meditavo sulle cose da fare, su quelle che faccio e sugli impegni vari.
Dopo 5 anni sto seriamente pensando di prendere una pausa dal wikimondo. Il che significa salutare il board (e mettere fine a questo rapporto “ineffective” in cui mi dibatto da mesi), lasciar andare WMI per la sua strada e iniziare a coltivare qualche nuovo hobby.

(..poi magari non faccio nulla, ma è già un po’ che ci penso e il pensiero rimane..)

?

Perché insomma io le domande me le faccio in continuazione, ma trovare una risposta è un altro paio di maniche. Un po’ come i bambini che attraversano la “fase dei perché”. Perché il sole è giallo, il cielo blu (ussignur, oggi non proprio..) e il prato verde? e se il sole fosse verde, il cielo giallo e il prato blu? (saremmo in un dipinto di Kandiskij o giù di lì, ecco).
..e c’è la fregatura che alle domande bisogna dare risposta, perché se no rimangono lì, sotto pelle, e ti arrovellano più del dovuto e soprattutto quando meno te lo aspetti. Un po’ come le risposte che ti vengono fuori al momento più strano possibile.
Come stamattina alle 5. Io sono sicura che qualche illuminazione mistica di genere non prevedibile stava per cogliermi durante il sonno come al solito, ma è stata interrotta da una gatta nera che mi usava come trampolino di lancio (gorsch!) e non è più tornata. Un po’ come quegli starnuti che si preannunciano facendoti pizzicare il naso per ore e poi zac!, niente, il momento passa e il ricordo del pizzicorino rimane quasi più vivido del pizzicorino stesso. Oppure quelli che ti toccano la lingua mentre stai sbadigliando impunemente a bocca aperta e hai quella sensazione bruttissima come di una peperonata ferma nell’esofago. Ecco, quella.
La risposta che vagola da qualche parte e non si decide ad arrivare.

(..ah, ma io aspetto, eh. Sissì che aspetto. Sulla soglia e col fucile!)

Biscotti di un’altra epoca

Quando ero piccina e trascorrevo le vacanze (pasquali, un pezzo di quelle estive..) in Umbria, la mattina si faceva colazione con latte e biscotti.
Il latte non stava nel solito tetrapack o in una bottiglia di qualsivoglia materiale ma si comprava in buste di plastica (tipo quella della mozzarella, per intenderci) e aveva un gusto diverso, tant’è che i primi giorni non mi piaceva molto. Sapeva troppo di pascoli verdi e di vero latte di mucca per una cittadina come me.
I biscotti erano gnucchi, poco zuccherati e con i semini di anice e andavano tenuti a lungo a mollo nel latte per farli ammorbidire, ma erano fantastici anche a secco.
Quando grandicella sono tornata al paesello ho ritrovato tutti i sapori, i profumi e le persone della mia infanzia tranne i biscotti. Il negozio dove li compravamo aveva nel frattempo chiuso e il forno o le pasticcerie dei paesi dei dintorni ne vendevano solo una pallida imitazione.
Sabato sono passata dal paesello con i miei e chiacchierando mia madre ha raccontato che si è già fatta dare la ricetta dei biscotti almeno tre volte dalla Dora (la signora che li faceva per il negozio che poi ha chiuso), perdendola tutte le volte.
Con la complicità del signor N abbiamo cercato la ricetta in rete e ieri sera li ho preparati.
La ricetta recita così:

Ciambelline al vino
1 bicchiere di vino bianco aromatizzato all’anice
1 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di olio extra vergine d’oliva
farina qb

Noi abbiamo aromatizzato il vino spezzandoci dentro dell’anice stellato e lasciandolo riposare per un giorno, ma credo siano meglio dei semi di anice (da lasciare poi anche nel’impasto) e non sono sicura se vada aromatizzato il vino o solo buttati i semi nell’impasto.. proverò e poi la memoria sentenzierà qual è la via migliore.
L’olio è stato l’altro problema.. l’olio extra vergine (o di oliva, in generale) non va bene, perché è troppo saporito e lascia un certo retrogusto che non ci vuole. Riproverò con dell’olio di semi..

(..quando avrò ritrovato i biscotti della mia infanzia, posterò la ricetta..)

Il grande sonno

La settimana romana mi ha devastato di lavoro e patisco ancora adesso le alzatacce alle 5 di mattina. Credo di aver bisogno di dormire una intera settimana ininterrottamente!

Manager delle gatte

Il signor N ieri sera ha letto il blog e poi mi ha cercata di convincere per ore (in realtà anche stamattina molto presto, contando sul fatto che io stessi ancora dormendo) che lui necessitava di una ulteriore promozione per svolgere al meglio il suo compito.
I limiti che vede alla sua nuova posizione di direttore generale delle micie pelose e a quattro zampe di casa sono:
* le gatte quando si sdraiano hanno zero zampe perché le nascondono (oppure perché passa Jack lo Squartatore e gliele taglia!)
* le gatte quando si “arrampicano” sulla parete per inserire i ragnetti (e quindi si mettono in piedi) hanno solo due zampe
l’ovvia conclusione di tutto ciò è che vuole diventare manager di tutte le gatte.

(..io quasi quasi lo licenzio ;-) )

Questione di gradi

Il signor N è invidioso della mia brillante carriera (sic!) e stasera, per compensare le sue aspirazioni, l’ho eletto direttore generale delle micie pelose e a quattro zampe di casa.

N ..e quelle a due zampe?
F quelle le comando io!

(..poi gli ho anche detto che io piuttosto lo vedrei felice sporco di carbone a lavorare su un treno ;-) )