(S)viabilità

Adesso che non mi aggiorno più periodicamente sui lavori in corso sull’A1 (anche se sabato ho controllato l’A4 e ho visto che in due anni i lavori tra Milano e Torino hanno fatto passi da gigante, voglio dire ora sembra di nuovo un’autostrada) posso liberamente monitorare quelli sulla tangenziale est.
Tanto per ricordarmi meglio l’impegno preso (?!?) i signori della MilanoSerravalle stamattina mi hanno chiuso l’ingresso in tangenziale dietro casa..

(..che con l’uscita di Linate chiusa fa un bel paio di.. sabotaggi. Volevo dire sabotaggi. :-D)

Aracnidi urbani

Il bello di Linate non c’è più: il ponte viola che attraversa Forlanini e porta, I suppose, all’Idroscalo è stato pittato di blu :-(

(..intanto in piazzale Amendola è comparsa una roba moderna gialla. “Ma che ci fa quel ragno giallo?” Mia madre sta ancora ridendo..)

Sono una buffona (o quasi)


You Are Krusty the Clown


You were the class clown as a kid, and you still entertain people.

From faking your own death to getting a wacky boob job, you’ll do anything for a laugh.

You will be remembered for: your face being everywhere, from cereal to home pregnancy tests

Your life philosophy: “I heartily endorse this event or product.”

(..per colpa di .mau...)

Sciopero

Ci sono i COBAS (senza latte) sotto la mia finestra che cantano “Bella ciao”.

(..non ho capito se vanno in Cadorna o se ne vengono da lì..)

Sketch: amigos

S ciao, hai un computer a portata di mano?
F no
S come mai, dove sei?
F alla Danesina, in via del Governo Vecchio
S a quest’ora? e che fai?
F mangio un’insalata
S a quest’ora?
F eggià. Sono a cena con un amico
S ah, un amico. Chi trova un amico trova un tesoro :-D
F ..
S va beh, ne faccio a meno. Oppure ti richiamo domattina. Buona amicizia!

(..IMHO guidava mia madre perché lui era ciucco..)

Luggage

Ho bisogno di un viaggio, di una partenza, di una nuova meta.
Non importa se vivo con la valigia in mano e se adesso lo faccio anche per lavoro.
Forse è il fatto di essere partita e traslocata e di essermi ritrovata al punto di partenza.
Forse sono i discorsi di ieri sera, seduta a un tavolino vecchio il dietro ufficio mangiando un’insalata con l’inauguratore e rimettendo a posto il mondo. I discorsi di valutazione in cui volevo essere smentita e invece lui mi appoggia e io.. ecco, io mi preoccupo. Mi sembra che ci siano due anni di lavoro in bilico e se è bastato così poco a metterli in forse, beh.
E poi senza rete c’è il tempo di pensare alle nuove cose e ai mesi di studio che ci ho messo senza aver ancora capito da che parte cominciare e in che modo aiutare e ogni tanto ho qualche dubbio che la mia presenza sia necessaria o anche solo sufficiente.
La lavatrice forse è rotta, la casa forse è ancora da sistemare, domani forse c’è sciopero, sabato forse arriva Fastcosa.

(..l’unica certezza è che tra 55 minuti me ne vado..)