Numero privato

Non ci posso fare niente, odio le chiamate anonime. O meglio: odio le chiamate anonime perse.
Mettiamo il caso che il ricevente si trovi dolcemente immerso nella prima vasca da bagno utile nell’arco di 600km e il cellulare sia rimasto da qualche altra parte della casa. Come cavolo faccio a sapere chi mi stava cercando?

(..odio la mia curiosità. Mi consola solo ricordarmi che le chiamate anonime di solito sono: qualche redazione giornalistica, le agenzie di stampa, qualcuno (segretario, amico, cuggino) che arriva dall’ambiente politico. Sopravviverò..)

Chi fa da sé

questo per dire che le relazioni di coppia si fanno in due, nel bene e nel male. e che le corna si fanno in tre, nel bene e nel male.

È impressionante come certi discorsi sbuchino fuori in contemporanea in parti diverse del multiverso.
Mia madre non conta perché è una costante, ma Tiff che l’altra sera non mi faceva dormire con considerazioni sparse sulle corna ha preceduto giusto di qualche ora Auro.

T ..e poi si sposa Tizio, che a me insomma..
T ecco, avremmo potuto avere una bella storia. E invece niente. Chissà perché.
F perché tu se sono normali li schifi
T ..

Chissà chi vincerà

Mi ha telefonato un anonimo e io ho lasciato dei sospiri sulla segreteria telefonica del server.

(..cmq stamattina pencolavo per casa per colpa di Tigro.. bastava chiedere, te l’avrei detto. E il gioco direi che l’hai iniziato tu.. non mi piace solo essere considerata come la rete. “non è una mano, un piede, un braccio, un volto..” non vorrei esagerare dandoti della rosa, ecco..)

Te ne vai?

M ..se il clima è questo, Frieda dai le dimissioni una volta alla settimana!
G ma non hai capito? Mica ha dato le dimissioni.. qua stanno solo facendo drag & drop!

(..it’s Frieday..)

Famigghia

M dunque ti volevo dire che se vuoi fare un figlio devi metterti a dieta
M e poi vedi di sposarti in fretta che mi sono rotta i coglioni di questa situazione
F veramente è la *mia* vita..

Roma nun fa la stupida stasera..

Non c’è niente come le amiche quanto ad essere sceme in 3.
Piove e ci diamo appuntamento nella piazza più disgraziata. Loro non ci sono e io birreggio sotto il tendone chiacchierando al telefono con l’inauguratore e poi chiamando alternativamente le due. Riuscire a incontrarci è quasi difficile :-p
Poi andiamo dove tutto è cominciato: da Vladi. Io e Tiff a Roma da neanche un mese, conosciute da poco; Tess l’avevo incontrata al mare la settimana prima. Era il compleanno di Tiff e cenando abbiamo iniziato ad essere naturalmente sceme.
Tess mi parlava di P e PP allora e stasera ci parla di P e PP. Tiff parlava del deficiente un anno fa e parla del deficiente e del fidanzato. A me attribuiscono un “tu con quello e quell’altro, sai che terzetto” tra i ghigni del cameriere che ci accudisce e gli urletti sdegnati della sottoscritta.
Cioè.. stasera il signor N voleva sapere di che colore dobbiamo ricoprire le sedie.. brrrr! sono piccola io.. improvviso la mia vita io.. non chiedetemi di sedie, ecco, di quelle cose serie e coscienziose (le due ancora ridono sulle mie future sedie, tzè).
Mentre tornavamo a casa ci pensavo: ma io quando mai ho sopportato due donne insieme?

(..invecchio, ma certe cose non cambiano. Tiff dopo un anno e rotti si fa ancora festeggiare da Mr.PicIndolor..)

Marta io ti ricordo così

Alla fine ci siamo. L’ultimo taboo è caduto oggi pome, quando anche in ufficio si sono ricordati che insomma io sabato mattina smammo e che quindi forse tocca organizzarci.
Sono a casa da sola, Tigro non è di chiacchiere stasera, dopo essere scappato dal vicino per un’oretta ora è di là a riposarsi delle sue bravate.
Tiff sta facendo lezione e poi esce con un amico. La tv è di sottofondo mentre giro per casa, tanto per avere un po’ di rumore.
Ho scritto questo post in testa da mesi, ma continuo a cancellarlo e riscriverlo.
Come posso raccontare l’ultima volta di tutto? Non posso.
Allora racconto le prime.. la prima volta che la fontana di Trevi è arrossita e io non c’ero a guardarla, l’uomo ragno che distribuiva Metro in via Nazionale, l’inverno in anticipo di una settimana rispetto all’anno scorso, le asce che si sotterrano senza mai essere state dissotterrate, i colleghi che non ci sono che lo scoprono ora e mi dicono cose che non sospettavo, i colleghi che ci sono che tengono il conto insieme a me, il signor N così lontano, l’ignoto che non è ignoto davanti, la voglia di non finire che non so come non litiga con la voglia di iniziare, questo vago gattopardesco nell’aria.. e alla fine rido. Nel silenzio del soggiorno, nell’imbrunire del terrazzo.
Alla fine è sempre la stessa cosa: l’ennesimo labirinto che salta. Una persecuzione, quella dei labirinti, che coltiviamo con gioia e godimento reciproci (altro che il Sudoku!).
Verso un po’ di Recioto nel bicchiere.. alla mia!

Tumblr

Per spiegare all’amministratore di condominio che vorrei un dominio di terzo livello che parli col mio account su tumblr ho dovuto far ricorso a un certo numero di cosi!.

@update: per esserci ora c’è. Che ne sarà.. ninzò.

Mangiarsi un panino con dentro un bambino

P Ed un’altra cosa.. Tu sei felice?
F questa è una domanda impegnativa..
F con lui? in generale?
P in generale..
F a tratti
F insoddisfazione e felicità non vanno mai a braccetto
F e io sono sempre insoddisfatta, sempre in cerca..
F ma mi basta poco per essere felice, almeno per un po’

(..e questo mi ricorda la mia adolescenza, le infinite discussioni con mio padre sulla mia perenne infelicità, sulla nuvola nera che a suo dire mi portavo dietro, quella nuvola nera che mi sentivo dentro mentre fuori sorridevo. “Tu nascondi tutto dietro un sorriso” mi ha detto qualcuno una volta e io a quella frase mi ci sono aggrappata per un pezzo, finché non ho smesso di cercare la felicità stand alone e ho deciso che c’erano tante cose da fare, tante idee da frullare, tanti pezzetti di cielo a cui alzare gli occhi ogni tanto per godersi il tepore. E l’azzurro intenso..)