Anni novanta (forse)

Sotto la doccia succedono cose strane.. come guardare nel portasaponi, vedere il solito scrub all’albicocca, sentirne l’odore solo a guardarlo e trovarsi a scavare nella memoria odorifera (che io ho appena battezzato così) per ricordarsi dove l’ho già sentito.
Anni novanta, o forse fine degli ottanta.. nella battaglia (persa, data l’età) contro l’invasione degli ultrabrufoli usavo l’Aaprì, un prodotto a base di albicocca che nella versione scrub usava i noccioli di albicocca.

(..e su questa lieta reminescenza ho buttato giù dal letto Tiff..)

Deja-vù letterari

Giovedì sera tornando a casa dal lavoro mi sono fermata a fare shopping alle solite bancarelle su via Giulio Cesare.
Tornando a casa avevo in una mano le rose, nell’altra la borsa e il sacchetto con gli acquisti; il cappotto era aperto e svolazzante, la testa nella telefonata col signor N (tema: il colore degli asciugamani per il suo bagno :-p).
Sulla via di casa ho incrociato una scolaresca francese che mi ha prontamente ceduto il passo.
Li ho attraversati e ho continuato a camminare in mezzo alla strada, nella sera umida dopo il giorno di pioggia, con un filo di vento calduccio che spirava. E chissà perché mi sembrava di sentire in sottofondo il frusciare delle pagine del libro in cui mi pareva di essere. Come una delle tante storie lette che al momento era piombata lì.

Cine: la cena per farli conoscere

Nonostante il cast, le recensioni e il fatto che l’avessi scelto io, questo non mi è piaciuto molto.
Idee carine ma realizzate male.. e alla fine mi sono ricordata che una storia simile veniva raccontata in Avviso di chiamata in maniera decisamente più brillante.

(..va bene che era lo spettacolo delle 16, ma sono felice di essere rimasta sveglia fino alla fine. Come direbbe qualcuno, non mi succedeva più dal ’52..)

Strucca strucca

Si parlava di S. Valentino, tu che hai fatto, e tu che hai fatto.. no, perché poi era tardi, e mi ero anche messa carina col completino che non metto mai.. ma dai, anche tu? anch’io.. e manco se n’è accorto, lol, neanche lui, aveva spento la luce!
Ecco. Poi silenzio. Poi Tiff sbotta “No, perché, insomma.. tu sei soddisfatta?”
E si parte con le chiacchiere fitte fitte.

(..fa strano parlarne con una donna, chissà poi perché..)

kaboom

Siccome Roma è una città d’acqua, ieri c’era il sole, oggi diluviava e io tornavo da Terni, mi sono trovata a spasso con le Clarke.
Qualche considerazione:
1. è da criminali pavimentare una stazione con del granito lucido (ho rischiato il primo volo appena scesa dal treno..)
2. anche i sampietrini non è che ci scherzino quanto a scivolosità
3. mai mettere piede su un tombino mentre state schivando una scolaresca.. potreste scivolare leggiadramente sulla coscia, poi rialzarvi sacramentando e riprendere a camminare, stile Tomba dei tempi d’oro “pensavate cadessi? e invece no!”
Ecco, sì. Ho inzaccherato un po’ i jeans, ma tanto il bagnato fa tendenza, no?

(..eccomunque andare in giro con le Clarke quando piove è sempre un’esperienza mistica.. se non per gli scivoloni almeno per la quantità d’acqua che riescono ad assorbire!)

Pet

Voglio un gatto.. mi manca terribilmente la mia dose quotidiana di pelliccioterapia (cit.).
Per ora mi trattengono solo due cose:
1. convincere Tiff, che non li ama particolarmente
2. prepararmi moralmente al fatto che sicuramente troverei un gatto che passerebbe il tempo a giocare col signor N o mollemente sdraiato su di lui, e quindi mi giocherei in un colpo solo sia il signor N che il gatto :-p

(..il signor N in tal proposito si è lanciato in dichiarazioni alquanto pretenziose: “mi raccomando, il gatto dev’essere compatibile con la mia pancia!”..)