Mensoline delle spezie

Non conosci in fondo un uomo finché non lo vedi usare trapano, cacciavite e affini, e lo senti cristonare contro la composizione del muro. Giàggià.

(..e poi si scoprono un sacco di cose utili, tipo la moda per il ”pret-a-trapaner”..)

Asciugaposate

N toh, guarda, manco sapevo di averlo
F cos’è?
N uno scolaposate
F bello! perché non lo usi?
N si è mai visto Rambo con uno scolaposate?
F no.. ma nemmeno Rambo con una wok!
N come no? Rambo le riconosce a naso le wok
N sniff, sniff.. pulita!
N sniff, sniff.. sporca!

sem chì

Non è che mi dimentico del blog.. anzi, la sera prima di addormentarmi ho sempre qualche cosa che mi dico “domattina la bloggo” e spesso come i sogni al risveglio non c’è più.
Non è che mi dimentico, dicevo, è che sono un po’ presa a vivere, a capire dove vado in questo inizio di 2007 (2 traslochi – 2! -, l’influenza che – bastarda! – rimpalla tra me e il signor N dalla fine del precedente anno, un flusso di informazioni e di richieste continuo che mi sommerge, ..), a mettere un po’ di bollini sulle cose da tenere, quelle da accantonare e quelle da buttare.
..e ogni tanto spegnere tutto e gattolare a letto fino alle 15 di una tiepida domenica di gennaio, con solo la forza di dormire un altro po’, perché qualunque cosa prometta quest’anno di sicuro so solo che sarà stancante.
E caldo.
E cucciolo.
Felice, si spera.

TrasloTime

Ormai vivo tra scatoloni e polvere.. a casa il letto è un’oasi felice nel mezzo dell’infinito casino di sacchetti, borsoni, letti e librerie smontate, ma almeno ho (abbiamo!) finito.
In ufficio è un delirio invece che non è ancora iniziato: noi di qua con gli scatoloni e i problemi di rete, il sistemista di là con i colleghi del piano di sopra e i problemi di telefonia.
‘namo bbene.

non si fa più l’amore come quando si hanno 25 anni

Quando uno è a casa ammalato è facile che si incanti in pensieri oziosi, gironzolando per la rete.
Così mi è caduto l’occhio sul post di Auro, sulla frase che mi sento poco di condividere ma che mi ha trascinata in tanti pensieri.
Dov’ero a 25 anni? Con chi ero? Cosa facevo? Com’era fare l’amore?
Una doccia calda, poi, aiuta a pensare :-)
Nel 2001, oggi, ero all’università, immersa nella crisi di rientro dalla Finlandia.. in una casa che non sentivo mia, in una vita che mi sembrava prestata, in una relazione di cui non ero più sicura (e che è sopravvissuta per altri due anni, anche se qualcuno sostiene siano stati due anni di troppo), e a letto.. boh.

L’altra sera siamo usciti a cena, ma non eravamo soli.. e io avevo bisogno di parlare.
Così quando io sono tornata a casa e lui in albergo l’ho chiamato, ed è stata un’ora di chiacchiere che mi ricorderò per un po’.
Raccontargli la mia confusione, lo smarrimento, il non capire certe cose, non saperle nemmeno descrivere. E sentire che non tentennava nemmeno un po’ mentre mi spiegava cosa pensavo, come sono fatta. Sentirlo sorridere che in “certe cose non cambi mai, hai un attacco di Friedite”.
Sentirmi rinfacciare la mia inconcludenza e trovarsi ad annuire, sentirmi dire le cose che non voglio ammettere e quell’insana promessa che mi ha quasi estirpato “questa volta portala a termine!”.
Sentirgli dire cose sulla sua metà che penso da più di un anno, ma che non ho mai potuto dirgli.. e raccogliere le sensazioni di 5 mesi di meditazioni e non potergli dire che se sono 5 mesi che ci pensa allora forse non è cosa. Sentire il rammarico e una punta di tristezza nella sua voce.
Già, ma sono io quella che ha sempre preso la palla al balzo, correndo dietro alla prima impressione, mentre lui meditava e aspettava decisioni che prima o poi arrivavano da sole.
C’era tutto in quella telefonata.. i 12 anni che ci conosciamo.. gli 8 anni in cui siamo stati insieme, con i vari pezzi che giocando ancora ci rinfacciamo.. gli anni incasinati che ne sono seguiti.. le scelte di vita. Le scelte.

Felice 2007, Mickey.

(..la felicità non si racconta..)