FK diecimila morti in corea del nord per le inondazioni
FK però il progresso avanza spedito e forte all’ombra del leader
FK soprattutto in senso nucleare!
FK non abbiamo un cazzo da mangiare però abbiamo l’atomica!
FK frieda
FK da qualche parte
FK c’è un ctrl-alt-canc per questo mondo?
Conversazioni lavorative
E ..che pettorali..
E voglio vederti nudo!
F lol
G rotflol
E cioè, in costume
F, G ..
F Ele, guarda che hai il cell che dà segni di vita
E ..strano, non l’ho nemmeno sentito vibrare
F, G rotflol
(..pare che non sia l’unica sedicenne in giro oggi..)
Io ce l’ho
Causa imprevisto noncompleanno, io ce l’ho.
Invidiatemi pure!
Sedici
Stamattina venendo in ufficio ho avuto una rivelazione: mi sento tornata sedicenne (chi se lo ricorda poi com’erano i 16 anni..).
Faccio “non cose” (o non faccio cose, dipende dai punti di vista) che si “non fanno” a quell’età..
(..il caffè dopo cena fa male? può essere..)
Rebecca
Rebecca ha dieci anni. Vive con la mamma e il fratellino a Piacenza, mentre il suo papà sta a Firenze.
Ieri pomeriggio Rebecca era seduta sull’asfalto, sotto il sole delle quattro, con i palmi all’insù, il ginocchio sbucciato e tanto spavento.
Mi sono seduta con lei a chiacchierare, chiedendomi come facesse a restare seduta senza scottarsi. . e se lo è chiesta anche lei a un certo punto.
Ci siamo alzate e il papÃàle ha detto “vieni, ti porto a sederti in macchina” “no, vado con lei sul prato”.. e lei ero io.
Sedute sul prato le ho fatto un po’ di coccole, finché non sono arrivate le ambulanze per lei e il papà.
Ciao Rebecca :-)
Fughe
Io ho le fughe sorridenti.
Mi ricordo una fuga dai vent’anni, con un sorriso per nascondere qualcosa che non capivo, annegata poi in abbraccio e tanti piccoli baci.. e un’altra, sparita in un bicchiere di birra e in una risata (altrui).
(..anche fuggire è un’arte che si impara?)
Post weekend
Torno a casa con tante coccole, un fantastico bagno nel Trebbia (hanno minacciato di costruire una diga per svuotare il fiume e convincermi a uscire..), una macchinetta per fare il caffè (grazie ai condomini e al signor G.), Mimì e Cocò (i figli di Alfonsa, la famiglia si allarga!), una puntura di vespa, una canzone, una battuta, tante chiacchiere e tanti pensieri.
(..lunedì. Di nuovo lunedì. Finirà anche questa settimana, vero?)
Tess, Tiff, la Pupa e io
Tiff me la ricordo al mare piccina che giocava con mia sorella e la sera non volevano lasciarsi e cercavano sempre di restare a dormire insieme. Non mi immaginavo che l’avrei riscoperta dopo più di vent’anni, mentre si trasferiva a Roma contemporaneamente a me.
Al suo compleanno le ho regalato una lanterna, per scegliere meglio i suoi uomini, e un libro; da quello qualcuno l’ha chiamata Tiff e trovo che le stia bene. I racconti familiari narrano che Tiff è un’atleta, tira di scherma. Ma ha assunto il ritmo romano ed esce dal lavoro così spappolata che non riesce mai ad arrivare a casa mia, 350m dopo la sua.
Ha l’accento toscano e mi fa sorridere quando si impunta: “bellina”, “il deficiente numero uno”, “passi lunghi e ben distanti” sono le sue espressioni preferite.
Dice anche spesso che Roma non è la città dove vuol vivere per sempre, ma intanto prende impegni sempre più duraturi.
Tess ama raccontarsi. A voce bassa e armoniosa parla dei suoi uomini, della famiglia, delle amiche e pian piano entri nel suo mondo.
È generosa e scombinata, non ti ricordi che ha 10 anni più di te finché non tira fuori la donna e ti racconta fulminea la battuta con cui ha inchiodato un ex o l’amica che le regala per il suo compleanno l’ennesimo paio di mutande, dà un tiro alla sigaretta, ti guarda seria e ti dice “hai capito questo?”
Tess è di Roma, anche se vive fuori.
Della città racconta la gente, i posti, gli aneddoti di lavoro.
Tess ha un uomo che adora, con cui litiga e corre da lui uscendo dalla palestra, sporca e in tuta, per inchiodarlo con la sua incavolatura, ma poi si scioglie quando lui vedendola le dice “Sei bellissima”.
L’altra sera Tess mi ha detto che ha paura di trovarsi vecchia e sola.
La Pupa adora Milano ma mi ha invidiata quando mi sono trasferita a Roma e io mi sono detta “c’è un uomo”.
È stata da me qualche giorno, lasciando a casa gli spigoli, cercando una risposta, disposta a chiedere pur di sapere e io ho ammirato il suo coraggio.
Abbiamo condiviso casa, letto, terrazzino, chiacchiere e risate.
Io ho bloggato il suo essere donna, lei la mia romanità.
Moby Dick
Grande Moby Dick, regina madre segui le stelle che sai
non fidarti della croce del sud, la caccia non finisce mai.
E danzerai sopra una stella marina
e danzerai colpendo al cuore la luna
Chi impazzì dietro a te non tornò mai più.
La sorte corre nella tua scia colpo di coda e vola via.
E danzerai sopra una stella marina
e danzerai colpendo al cuore la luna
Moby Dick, bada a te se t’innamorerai.
E vola via colpendo al cuore la luna
Chi impazzì dietro a te, non tornò mai più.
Non fidarti della croce del sud, la caccia non finisce mai.
Dormi Moby Dick, spegni le ali e dormi sicura se vuoi
tanto i cavalieri del Santo Graal, non ti raggiungeranno mai.
E vola via sopra un vascello fantasma
e vola via verso una terra promessa
Moby Dick bada a te se t’innamorerai.
E danzerai sopra una stella marina
e danzerai colpendo al cuore la luna
chi impazzì dietro a te, non tornò mai più.
– Banco del mutuo soccorso –
(..bacio, grazie!)
Mailz
È bello aprire Gmail e scoprire che la mail che stavi per scrivere ti è appena arrivata.
Non rimane altro da fare che ridere, leggerla, ridere e poi rispondere.
(..ultimamente rido un sacco..)
