Perché tutti i pirati andranno in fondo al mare

Sto cercando di ricordare qualche viaggio epico per dare il via a qualche sproloquio sul tema del viaggio, ma in realtà ho solo voglia di chiudere gli occhi e ripassare cose viste e sentite mentre scorrazzavo su e giù per l’Italia.
Sebbene il telefono e la radio a tutto volume, i miei ricordi mancano di colonna sonora. Vedo ogni singolo tratto di strada percorsa, paesaggi bellissimi, il sole pallido ed enorme, la luna che mi seguiva di fianco e qualche stella talmente luminosa da sembrare un fanale in posizione strana. Ma non c’è nessuna voce sotto, nessuna canzone di quelle che ho cantato a squarcia gola per tenermi sveglia. Il rumore dei pensieri non c’è, è solo dentro la mia testa.. un mare che si muove silenzioso e – perché no? – alle volte si comporta proprio così: giurerei di aver sentito la risacca da qualche parte, solo che io ero la sabbia su cui si adagia mollemente l’onda.
È stato tanto un viaggio dentro, alla ricerca di un po’ d’ordine, ma certo non delle risposte che tanto so di non potermi dare. È stata la ricerca di un senso temporale a quel che succede, alla estrema contestualizzazione perché così poi può scivolare via più lieve. Le cose note, identificate, con un nome, non scivolano via più lievi dell’ignoto?

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