Sono entrata in cerca di un ricordo di CeeCee (che evidentemente non mi sono scritta da nessuna parte, mannaggia!) e come sempre rileggo. Rileggo e mi odio perché non scrivo: la vita scorre, succedono cose e io non scrivo. Vorrei raccontarle, giuro, ma non ho voglia di mettermi a nudo e quindi me le perdo.
A maggio dell’anno scorso volevo comprare le mezze pinne da piscina: ci sto ancora pensando :-D Chissà.
Ad aprile avevo dato il buongiorno alla primavera e ancora me la tengo stretta. Si porta i miei momenti felici, quelli gratis per cui ricevi senza che ti sia chiesto niente in cambio e dai perché sei felice a dare. Sorrisi, abbracci, quel capita, tutto fa brodo.
E il 2026 fin qui è stato duro, tostissimo a volte odiabile. Con i miei spazi distrutti e invasi, tranne quei rari momenti su cui non mollo mai, che sono miei e che nessun Attila può prendersi. Ho imparato a dire no, ad abbozzare meno.
Sono successe cose che non avrei mai pensato potessero succedere a me, non abbastanza da alzare il segnale di pericolo ma non così ignobili da far finta di niente. Non le ho ancora affrontate di petto, ma non le cancello. A tempo debito arriveranno anche loro.
Arrivo all’estate stremata eppure oggi ho avuto un guizzo. Chissà, magari è il mio colpo di coda per svoltare il 2026 e un pezzetto di strada a venire. Troppo poco per dirlo adesso, troppo presto anche per scommetterci. Ma me lo tengo stretto, oltre alla fatica e allo smarrimento pre-estivo.
Domani inizia il torneo di basket, tre giorni di caldo, partite da mattina a sera e sudate epiche. Eppure non vedo l’ora!
(..lei è di tutti quelli che hanno un bisogno sempre acceso..)
