Lo sai che non mi va

Non mi sembra estate.
Non ascolto De Gregori in continuazione, non dico parolacce sul caldo (cioè le ho dette per una settimana ma poi pare che qualcuno mi abbia presa troppo in parola), non mi struggo respirando i profumi nell’aria nelle sere dolci (piove!), ho fatto solo due bagni in piscina e non mi sono ancora tuffata in altre acque.. e il calendario domani segna il 10 luglio!!

Ma ho una stanchezza dentro che va oltre le notti in cui dormo male e mi alzo con la schiena rotta, le giornate di riunioni e appuntamenti, i 120 studenti interrogati finora, che mi ricorda che invece è estate e fra un po’ ci saranno le vacanze.

Mi serve il sole e poi il sale, tanto sale. Che mi si attacchi addosso, finché non muoio di fastidio dal prurito, per sentirlo sulla lingua e annusarlo intriso dell’odore della pelle. Che punga, bruci e disinfetti. Che mi riporti tutte le mie estati e poi se le riprenda. Che mi svuoti la testa e poi la faccia girare diversamente, per ricominciare a unire anche i miei puntini.

Non ho mai fatto i castelli di sabbia. Magari quest’anno imparo!

(..come il ghiaccio bruciano..)

Che aveva una macchia nera sul muso

Da: Frieda
Date: 23 giugno 2014 22:27
A: Gattone
Oggetto: Come al solito..

..ti sei dimenticato di me, cazzo! :-D
(ti cercavo per un motivo serio e non ho più il tuo numero.. compari!)

Baci,
Frieda

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Da: Gattone
Date: 23 giugno 2014 23:00
A: Frieda

Cazzo, come al solito dai la colpa a me… Sentiamoci domani che mia figlia si sta addormentando

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Da: Frieda
Date: 23 giugno 2014 23:06
A: Gattone

figlia?!?!

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Da: Gattone
Date: 23 giugno 2014 23:11
A: Frieda

Sai, noi papà moderni ci riproduciamo in grande stile…

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Da: Frieda
Date: 23 giugno 2014 23:20
A: Gattone

non ti dico noi mamme.. ;-)

(..4 anni dall’ultima volta, 19 dalla prima..)

Quando si è giovani è strano

Credo che P sia il primo bebè di cui ho memoria. 9 anni meno di me, era venuto a Milano insieme agli zii che aveva solo pochi mesi e io avevo avuto il permesso di tenerlo in braccio: mi ricordo ancora la camicia che indossavo e che lui aveva amabilmente ciucciato all’altezza della spalla.

<fast forward di qualche anno>

Estate, mare, Fuscaldo. Per sopravvivere al caldo del pomeriggio o forse solo perché ci toccava, si tornava dalla spiaggia e dopo pranzo non c’era storia e bisognava fare il pisolino. A Fuscaldo faceva caldissimo, in quella casa sulla spiaggia all’ultimo piano. P non voleva dormire, ma se gli facevo le “coccole sotto panno” sì.. il tocco leggero che coccola e solletica gli piaceva tantissimo.

<fast forward di qualche anno>

Quell’estate chissà perché era venuto a passare un po’ di tempo ad Arcore da noi. Mi ricordo un ragazzino simpatico e svogliatissimo, che voleva solo giocare a pallone e che non collaborava in nulla.. e io ligia ai miei doveri di figlia e insopportabile cugina maggiore, un giorno esasperata dal suo nullafacentismo gli avevo fatto un cazziatone (credo il mio primo cazziatone!) perché non voleva nemmeno apparecchiare la tavola :-D

***

..e frugo nella memoria, ma non trovo altro del piccolo di famiglia.
Ogni tanto quando metto a nanna CeeCee e la abbraccio e la coccolo mi ricordo di quei pomeriggi di coccole a Fuscaldo e per un attimo mi manca il fiato.

Ciao stella, sono già otto mesi.. :*

(..ma cosa hai pensato quando lo schianto ti ha uccisa..)

Non c’è tempo non c’è spazio

Quei momenti che sembra di avere ancora gli ormoni a mille come dopo la gravidanza, quando tutto è nero, è impossibile, quando voglio la moglie piena e la botte ubriaca (!) e subito.
Quei minuti di spirale nerissima che va giù giù giù finché non mi ricordo di respirare.
Per motivi futili, normali: solo la vita, le sue usanze e i suoi compromessi.

(..ma mi distrae la pubblicità!!!)

C’è un giorno che ci siamo perduti

Io non lo so quand’è che ho smesso, probabilmente non c’è stato un giorno e pian piano ho perso l’abitudine, l’ambizione, il desiderio, finché è diventato tutto normale. E non me ne sono accorta.

Ho smesso di piangere per tirare fuori quello che avevo dentro, ho smesso di sognare per patteggiare con la realtà e ad un certo punto ho pure pensato di essere cresciuta.

Invece sono solo brava a sbagliare e farlo fino in fondo.

(..tornare a casa dei genitori dopo dieci anni non è sano..)

Il nome degli uragani

Conversando con un Luccio a volte vengono fuori cose carine

F: Secondo me fra un po’ mi pregate di smettere di mandare mail..
L: non lo so, lo sto vivendo come un fenomeno naturale
F: tipo un terremoto?
L: come se uno si trovasse dentro un uragano
F: ci sono dei motivi se gli uragani hanno nomi da donna ;-))
L: ROTFL muoro

(..che poi non è più così vero che hanno sempre nomi di donna, però ci stava :-p)

Adieu

Mi sono dimessa da presidente di Wikimedia Italia.

In questo preciso istante vi odio tutti, o quasi.
Penso siate miopi e irrispettosi del lavoro fatto fin qui, di nove lunghi anni di costruzione, e mi costringete a strapparmi un pezzo di cuore e di anima per dirvelo e per dimostrarvi quanto è vero.
Me ne volevo andare, lo sapete, ma ne abbiamo parlato e stavo lavorando duramente per lasciare tutto in ordine, perché sono una maniaca e mi piace fare le cose per bene. E invece, cazzo!, non vedo altra alternativa che andarmene seduta stante.
Non mi piace dove siamo arrivati né come ci siamo arrivati né vedervi restii a compiere il vostro dovere: prendere delle decisioni per governare questa associazione, esattamente come il vostro ruolo richiede e come io ho cercato di fare in questi anni.
Esino Lario forse è la proverbiale goccia o forse solo una scusa, non è importante. C’è un polverone nell’aria e invece di affrontarlo e domarlo avete nascosto la testa nella speranza che passi. Io non ci sto, mi spiace. Mi auguro che il progetto non sarà quel suicidio che ad oggi mi sembra (sotto tutti gli aspetti!), amo troppo questa associazione per augurarmi che fallisca così miseramente.

Sostituirmi non sarà un problema: Francesco entra di diritto in questo consiglio e voi dovrete solo riassegnare i ruoli come meglio preferite. Non so quanto possa valere un endorsement in questo particolare momento, ma se mai fosse toccato a me scegliermi un erede, beh, avrei voluto Aubrey. Fateci un pensiero, prima di mandarmi a quel paese.

Last but not least, le mie dimissioni si portano dietro una serie di incombenze, di cui dovrete cominciare ad occuparvi da subito: qualcuno che faccia le veci dell’executive director, la sua selezione, l’ufficio, ecc. Nei prossimi giorni vi girerò l’elenco di tutte le attività che ho aperte in modo che voi possiate riassegnarle.

Buon lavoro,
Frieda

ps: irrevocabili.

Lei le mani sui fianchi

Di acqua e di neve, che fa un po’ di sole e d’azzurro perché a tratti ci sono stati anche quelli. Anzi non a tratti ma quando sciava il sig. N, che dev’essere diventato il bello di famiglia perché a me il sole ha voluto baciare proprio poco.
Ma ho avuto il vento e la neve e le nuvole e la luna piena e pure la vasca da bagno! Con gli animaletti di CeeCee a farmi compagnia, dopo secoli dall’ultimo ammollo (non ricordo nemmeno più dove), a lasciarsi squagliare dalla vaga schiuma e dai muscoli indolenziti.
E di vasca in vasca oggi siamo atterrati in una cantina in Valpollicella dove per scegliere quale vino volevamo ci hanno fatto assaggiare da tutte le botti (una decina) fino ad arrivare a quella che ci è piaciuta di più. E io osservavo le botti immense e pensavo alle unità di misura delle conversazioni, se è vero che in vino veritas, cosa ci sarà mai in una botte da più di 2000 litri?

(..e si sente l’America..)

Le parlerò coi versi

Vacanza finalmente. Neve intorno, ma nuvole ovunque per il momento.. speriamo nel seguito.
Voglia di staccare il cervello, lasciar fluire i pensieri e ascoltarli, voglia di leggerezza, relax.
Ma non di fermarsi, no, non credo di aver mai saputo come si fa.
Così fotografo: cose piccole, sceme, che principalmente faccio io perché mi fanno ridere. Rido mentre le immagino e le preparo, poi guardo le foto bruttissime e mi arrendo, ma penso già alla prossima.

(..usare le mani per liberare la mente, il “cose sceme project” per ridere di me, mentre guardo dritto davanti a me per cogliere cosa passa appena fuori dal mio campo visivo..)

e la tua bocca da baciare

Bologna, esterno notte di un paio d’anni fa

Ero scesa il pomeriggio prima per parlare ad un evento del giorno dopo. Un gentile fanciullo mi aveva portata in giro per eventi, avevo cenato con una fantastica bibliotecaria e dopo cena avevo appuntamento con gli altri relatori per bere qualcosa insieme e conoscerci (si fa per dire, metà li conoscevo già).
Una bella tavolata lunga, in cui i discorsi si intersecano: cosa fai, di cosa parli, cos’hai combinato dall’ultima volta che ci siamo visti, chair che ci devi dire per domani?
Poi i saluti della buona notte e sei individui (anzi due individue e quattro individui) che si guardano e si dicono che no, non hanno sonno e che altri due passi, un altro bicchiere, se lo farebbero volentieri.

E così gironzoliamo chiacchierando per il centro di Bologna, quando uno dei sei si ferma a guardare una coppia che limona appassionatamente “No, ma guardali.. ma che invidia! Ma non vi mancano le limonate di quando avevate 16 anni? Senza fiato, che non finivano mai..”. Risa, dai vieni via, lasciali in pace!

Il resto sfuma nelle chiacchiere attorno al bicchiere della staffa, mentre Bologna chiude attorno a noi.

(..il tuo sapor mediorientale..)